mercoledì 1 dicembre 2010

Occhio allo spot: Caso Sensitive, Nivea risponde

In questi giorni ha fatto molto discutere lo spot dei prodotti Nivea For Men con protagonista Seedorf. Lo spot mette in scena una lezione tenuta da Allegri ai giocatori del Milan e presenta evidenti allusioni maliziose che culminano nella battuta finale di Seedorf "Ho capito, mister, l'importante è buttarla dentro" con tanto di risatine generali suggellate dal claim finale dei prodotti "Quello che gli uomini vogliono". Insomma, solito cliché, soliti stereotipi, solito colpo di genialità creativa. Ma tanto lo spot ormai lo conoscete tutte/i visto che sul Web l'indignazione è stata abbastanza diffusa e non è passata inosservata neppure al Corriere, che nei giorni scorsi ha pubblicato un articolo sulla vicenda.

Ora Mary di Un altro genere di comunicazione ci comunica che Nivea ha risposto educatamente ad una sua mail e pubblica sul suo blog alcuni stralci delle risposta ricevuta. In sintesi: Nivea si scusa, afferma che la campagna non è più in onda e che se mai dovesse essere riutilizzata, verrà modificata. Non mi hanno molto convinto le giustificazioni accampate sulla scelta dello spot ma l'importante, comunque, è che il messaggio sia arrivato e che sia stato recepito.

Insomma, anche in questo caso sembrerebbe che protestare sia servito.

6 commenti:

  1. Purtroppo Nivea ha alimentato le proteste per godere di ulteriore pubblicità. Devo fare mea culpa.
    http://perseo.blog.kataweb.it/perseo_blog/2010/12/01/se-limportante-e-buttarla-dentro/

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  2. Caro Marino,
    innanzitutto ti ringrazio. Ti ringrazio come donna, come persona e ti ringrazio come poeta. Tu non hai niente di cui rimproverarti. Sei uno dei pochi uomini in grado di togliere il velo della finzione dai suoi occhi e uno dei pochissimi ad aver avuto il coraggio di denunciare questa assurdità al mondo.
    Purtroppo succede che le aziende ne approfittino. Pazienza. Credimi che per quelle serie il parere dei consumatori conta eccome, e la reputazione non è una cosa che esse prendono poi tanto alla leggera. Il motto "purché se ne parli" non è affatto sempre vero, perché molte marche devono ispirare credibilità e fiducia.
    Anche a me spiace che in Italia si siano accorti di queste proteste (ce ne sono molte in rete e noi lo sappiamo bene perché ne parliamo quotidianamente) solo quando la cosa tocca l'adorato calcio e sinceramente l'articolo del Corriere l'ho trovato ingiusto e di parte, tendente a screditare le proteste invece che ad analizzare il grave problema di sessismo lanciato da questi messaggi. Ma non importa. L'importante è cominciare a dicuterne e a smuovere le acque, questa è la cosa che ritengo piu' urgente. Sicuramente è una strada lastricata, come hai ben potuto notare, da numerose critiche ma come sempre accade a chi mette in discussione uno stato di privilegio. Forse è uno scotto da pagare. Ma è anche, di fatto, un atto di umanissimo eroismo.
    Ti ringrazio e da oggi in poi seguirò spesso il tuo blog.
    Facciamo rete.
    Giorgia

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  3. Mi sarei meravigliata se l'autore di un'iniziativa che ha avuto risonanza sul Corriere e su Der Telegraph non avesse attirato aggressioni verbali, se consideriamo il target (diciamo ampio e variegato?) di quei giornali e i protagonisti della pubblicità in questione. Non possiamo mica cavare sangue dalle rape, per ora: il terreno è perlopiù incolto, bisognerà dissodarlo faticosamente. Di altro tenore, infatti, la risposta che la ditta in questione ha inviato a Mary: da interlocutori avveduti, se non altro. A proposito, grazie a Mary e a Marino.

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  4. A proposito di streghe...
    http://www.leggo.it/articolo.php?id=93833

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  5. Stamattina, mentre andavo al lavoro infreddolita, ho visto un cartellone pubblicitario con la neve e la scritta "White Cristmas". Ho pensato: "Questo cartellone mi fa venire ancora più freddo!" Mi sono avvicinata e, osservandolo meglio, ho visto che l' albero coperto di neve altro non era che una donna, a testa in giù, con dei rami intorno!

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  6. è offensiva pure per gli uomini.

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