lunedì 15 novembre 2010

Occhio allo spot: le ultime dalla telefonia mobile

Riceviamo e pubblichiamo:

"Cara Giorgia,
ti scrivo per segnalarti l'ultima guerra delle compagnie di telefonia mobile italiane.
Sicuramente, se non ti sono già saltate all'occhio, le noterai presto.
Io per scelta guardo poca televisione e stasera per determinate circostanze mi sono trovata nel giro di pochi minuti ad assistere a questo spot della Tim:



nel quale ad un certo punto De Sica dice ad un presunto parcheggiatore di trattargli la macchina come fosse UNA BELLA DONNA.
Credo sia svilente e deleterio paragonare ancora una volta la donna ad un oggetto, per di più una macchina, rimarcando inoltre il fatto che chi guida e ha il potere è l'uomo.
Dopo, l'attenzione viene sviata dal fatto che il presunto parcheggiatore è un ladro, ma per chi ormai ha orecchie per intendere non ci sono distrazioni che tengano.

Segnalo inoltre questo spot della TRE:



nel quale Roul Bova sta descrivendo come dovrebbe essere la sua donna ideale: SIMPATICA E CHE RISOLVA I PROBLEMI. Ma dopo poco entra nel ristorante una di quelle solite donne di plastica che attira la sua attenzione: ancora una volta da una parte la donna "che serve e risolve i problemi" (stereotipo della moglie?) e la "gnocca da portarsi a letto".
Lo spot si conclude con la seguente frase proferita dalla donna "simpatica e utile", dopo che la "bambolina siliconata" di turno bacia il telefonino: "Scommetto che adesso è carichissimo".
Ma io mi chiedo... CHE COSA E' CARICHISSIMO? Il cellulare? Non credo proprio."

Alessia R.

Link:
Spot Tim: http://www.youtube.com/watch?v=x1M_9Jq1siA
Spot 3: http://www.youtube.com/watch?v=zMjjw2lWHl8

25 commenti:

  1. Ringrazio Alessia per la sua analisi!

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  2. Grazie a te Giorgia per aver pubblicato il mio intervento. Un caro saluto nella speranza che anche i segnali più nascosti e subdoli della mentalità sessista che ammorba la nostra società vengano a galla!

    Alessia

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  3. Io,davvero, non posso credere che nel 2010 si mandino ancora in onda spot del genere.

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  4. Davvero. E' stato assurdo trovarsi davanti a due spot del genere nel giro di pochi minuti. Ma non poteva mancare nemmeno questo ovviamente (Tim per la serie A):
    http://www.youtube.com/watch?v=M9YgKGI3ANU&playnext=1&list=PL8947DE923DFC294F&index=19

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  5. ma queste aziende a cui viene affidata la pubblicità, che hanno nel cervello? la maggior parte dei clienti sono donne!!!

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  6. @Franci: sai, non tutte le donne colgono quello che cogliamo noi... tante si saranno sentite onorate della frase 'trattamela come una bella donna', in fondo voleva dire che tanto la sua auto quanto le belle donne sono preziosissime per lui. non è molto diverso da ciò che dice il nostro presidente del consiglio no? se questa mentalità è tanto diffusa e predominante è colpa anche di tante donne no? io ci metto la mano sul fuoco che tante mie conoscenti trovano questi spot persino divertenti.

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  7. Il fatto che moltissime donne non si accorgano della misoginia e del sessismo di cui sono intrisi questi spot, così come buona parte della comunicazione mediatica italiana, è innegabile e molto inquietante.
    Vedere una donna che sorride davanti allo svilimento e annullamento di se stessa, senza averne la percezione, è forse l'effetto più subdolo e pericoloso dei condizionamenti culturali a cui veniamo sottoposte sin da bambine.
    Per liberarsene occorre un percorso di auto consapevolezza che purtroppo non ha nulla di scontato, ma che deve essere stimolato continuamente in noi stesse e nelle altre.

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  8. Per quanto mi riguarda il concetto di emancipazione dovrebbe riguardare il femminile quanto il maschile. Ormai non sono solo le donne che si indignano davanti a questi spot perchè se il femminile è ridotto a mero giochetto sessuale di plastica il maschile è ridotto a un animale senza razionalità, perennemente arrapato. Infatti stanno nascendo sempre più blog al maschile che denunciano la povertà culturale della nostra società e su YouTube, per esempio, si leggono anche tifosi sconcertati per via dello spot della Tim per la serie A.
    Allo stesso modo però ci sono sia uomini che donne che non hanno capito i risvolti di tali schemi culturali del nostro paese e si sono fermati alla superficie, ascoltando quello che viene propinato loro dai media, essendo talmente invischiati in questa melma da credere che sia l'unica via praticabile.
    Il mio pensiero va alle nuove generazioni che saranno il futuro dell'Italia e mi chiedo se saranno in grado di sviluppare una loro personale posizione con tutto lo schifo che li circonda.
    Facciamolo anche per i nostri figli, prepariamo la strada per permettere loro di scegliere consapelvomente chi essere a prescindere da quello che è imposto dall'alto, mettiamoli in grado di poter aprire gli occhi.
    Guardiamoli e impegnamoci per renderli PERSONE, non prodotti, oggetti, fantocci della nostra società.
    E facciamo diventare quest'ultima un tantino più civile.

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  9. Riguardo al primo spot, nel modo di dire in sé non ci trovo niente di male perché vuol dire che deve trattarla con delicatezza e riguardo, non si riferisce alla donna-oggetto. E' il contesto che è offensivo

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  10. @ Francesca: troppo spesso l'uomo ha paragonato la propria macchina o moto ad una donna, non ti pare offensivo?
    La donna nella concezionde del maschilista è a parità di livello di altre cose come macchine, calcio, ecc. Paragonata ad uno dei tanti accidenti della vita.
    La donna invece è una persona, con una mente, una razionalità, dei sentimenti e un'emotivita.. Un soggetto pensante (sembra che bisogni sempre ribadirlo).
    Quindi se la macchina è trattata come una donna potrà essere anche che la donna sarà trattata come una macchina.
    Frase detta da un uomo ad un altro uomo.
    E poi.. dice BELLA donna. Solo le belle donne devono essere trattate da un uomo con riguardo?
    Ancora una volta l'attenzione è posta solo sull'esteriorità della figura femminile.
    Ultima cosa.. perchè il punto di vista del soggetto pensante e agente deve essere sempre e solo quello maschile e non quello femminile, relegando la donna a oggetto passivo da guardare, giudicare e.. trattare?!

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  11. continuo..
    tra l'altro sottolinea e rimarca il fatto che la donna deve esaltare lo status, il potere e la ricchezza dell'uomo. Come fa una macchina.
    Il messaggio è chiaro. E con la situazione che stiamo vivendo attualmente in Italia assolutamente deleterio.

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  12. Questo paese è un pericolo non solo per le donne ma anche per i uomini! Vedo sempre più scabrose la mentalità è la mancanza di rispetto per il prossimo, giornaliere.! Quando vado al estero sembra che sono in paradiso. Non vedo l'ora di andare via da qui.Almeno, questa fortuna posso permetermi.
    Dol Roma

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  13. Per Fiordaliso: sono d'accordo ma l'uomo che ama la macchina sta attento che non ci sia neanche un graffio, ne è molto geloso. dovrebbe trattare così anche la donna ma per molti significa solo sfogare su di lei i propri piaceri sessuali.

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  14. Francesca, permettimi di dissentire.
    A mio parere la donna non deve risultare l’oggetto nelle mani dell’uomo, di cui lui è geloso.
    Il rapporto tra uomo e donna deve essere un dialogo tra pari, una dialettica tra femminile e maschile.
    Il punto di vista dello spot riporta tanto ad una concezione retrograda del concetto di coppia, equivalente al possesso della donna da parte del maschio.
    Non è solo attraverso l’erotizzazione del corpo femminile che passa la discriminazione di genere.
    Anche la cavalleria non riduce la donna a mero strumento per il piacere maschile, ma questo non vuol dire che non sia maschilista.
    La donna di oggi sta riscoprendo la sua autonomia a tutto tondo, inizia a inserirsi nei contesti lavorativi e politici a parità dell’uomo, non può più essere considerata il sesso debole che ha bisogno della mano sulla spalla di un uomo per andare avanti.
    Spero di essermi spiegata.

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  15. @fiordaliso
    nel 3 non ci vedo ninte di maschilista . forse perchè sono uomo . potresti spiegare a noi uomini cosa ha quesyto video da te citato
    http://www.youtube.com/watch?v=M9YgKGI3ANU&playnext=1&list=PL8947DE923DFC294F&index=19

    Per quanto riguarda il primo spot lo consideravo come afferma l'autrice della risposta 16 novembre 2010 11:43 divertente ma grossolano .Solo dopo , incuriosito dal post della discussione averlo visto senza il bip
    Per il secondo lo considero ancora comico soprattutto la rispèosta della donna del tavolo come severa ad un lui ..... maleducato non si guardano le altre donne mentre sei con un'altra lei e non si fanno simli apprezamenti da amndrilo arrapato

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  16. Per Fiordaliso: ma su quello mi trovi d'accordo. Intendevo dire che l'uomo deve essere protettivo, amarci. Io quel termine lo vedo così ma non esistono più gli uomini di una volta ma sono propri ocome dici tu. Non illudiamoci di essere uguali agli uomini, né fisicamente né emotivamente. Con questo non voglio dire che siamo inferiori ma che abbiamo un fisico e dei bisogni un po' diversi.

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  17. Svizzera: campagna shock contro l'immigrazione
    http://www.leggo.it/articolo.php?id=91487

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  18. Spot osé in Catalogna:
    http://www.leggo.it/articolo.php?id=91510

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  19. Una pubblicità così scioccante come questa non l'avevamo ancora vista!
    http://magazine.libero.it/foto/09/pubblicita-sessiste-spot-donne-usate-come-esca-fg7337/pg1.phtml?from=1

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  20. Francesca, ti rimando all'analisi di Mary:
    http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2010/11/21/il-re-e-nudo/

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  21. Emotivamente uomini e donne sono uguali nel bene e nel male. Quanto alle donne che vogliono ancora un uomo "protettivo" che poi si rivela geloso in maniera ossessiva, imparino a difendersi da sole o si prendano un cane da guardia.
    Amare una persona adulta significa certo anche aiutarla, starle vicino quando sta male, sostenerla, ma non significa fargli da papà o da mamma.

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  22. Sull'erotizzazione del corpo femminile che veicolerebbe degrado io credo che ognuno di noi (ma le donne nel caso specifico), parlo di persone adulte, abbia il diritto di "erotizzare" il suo corpo come meglio crede nello spazio pubblico, in tv o pr strada senza sentirsi definire "puttana" o "oggetto". Se guardando una donna in minigonna io la vedo come un oggetto e non la rispetto la colpa è esclusivamente mia. Il torto non è guardare, ma giudicare chi si scopre meno rispettabile di chi si copre. Sono rispettabili entrambi, ognuno deve potersi raccontare scoprendo o nascondendo il corpo come e quando meglio ritiene nei limiti delle leggi vigenti e del lavoro che svolge e del posto in cui si trova. è ovvio che se sei una maestra elementare non puoi andare in classe nè in bikini nè in burka.
    I nostri corpi hanno anche una valenza erotica che non può esser negata e che ha pieno diritto di essere espressa anche negli spot a maggior ragione se si tratta di biancheria intima, profilattici o prodotti per il corpo (certo non è il caso dei cellulari, ma non mi pare ci siano state erotizzazioni offensive e degradanti nel divertente spot con Raul Bova e Teresa Mannino che è una bravissima attrice comica e offre un modello di fascino femminile frizzante, spiritoso e non convenzionale).
    Semmai ci si può battere per un maggiore pluralismo nell'immaginario erotico televisivo.

    paolo1984

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  23. Un pluralismo nell'erotismo e pure nella pornografia che già inizia a esserci (penso al porno "femminista" di Erika Lust).
    Poi nelle fiction europee e americane vedo un pluralismo di figure femminili non stereotipato o in cui lo stereotipo viene riletto con ironia, decostruito.

    paolo1984

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