martedì 9 novembre 2010

IO NON CI STO: una lettera aperta per dire basta al voyeurismo mediatico sui corpi delle donne












Dove finisce il corretto dovere di cronaca sulle vicende di chi ci dovrebbe rappresentare politicamente e dove comincia il perverso gioco al solletico del voyeurismo del pubblico?

Vita da streghe insieme con Donne Pensanti, Un Altro Genere di Comunicazione ed Una nuova Era, ha scritto una lettera aperta ai mezzi di informazione italiani per dire basta al voyeurismo mediatico sui corpi delle donne, praticato da sempre ed intensificatosi senza misura in seguito ai recenti scandali politici.

Chiunque può firmare la lettera, che verrà inviata a numerose testate, sia aderendo all'evento su Facebook che inserendo il proprio nome, cognome e città (o sito web) a commento della lettera postata su Donne Pensanti.


Ecco di seguito il testo della lettera:

IO NON CI STO: basta con il voyeurismo mediatico sui corpi delle donne
Lettera aperta ai mezzi di informazione italiani

"Siamo stanche e siamo indignate.

Non solo siamo state offese dai recenti comportamenti dei politici nei nostri confronti, ma anche e soprattutto dall’atteggiamento ipocrita di molti mezzi di informazione che, anziché limitarsi alla denuncia, hanno ossessivamente diffuso immagini e video soft-pornografici, nell’ennesima profusione gratuita di corpi di donne svestite in pasto agli sguardi di tutti.

Ci e vi chiediamo: dove finisce il corretto dovere di cronaca sulle vicende di chi ci dovrebbe rappresentare politicamente e dove comincia il perverso gioco al solletico del voyeurismo del pubblico?

Se non iniziamo a comprendere che è, in primis, attraverso i media che si perpetra la subcultura pruriginosa e sessista che da tempo ci ammorba (siamo al 74° posto per le pari opportunità nel mondo e definirci anche solo civili da questo punto di vista sta diventando un problema), in questo Paese non cambierà mai nulla. Muteranno le facce, ma non la sostanza.

Vi chiediamo di smetterla di sfruttare il corpo delle donne in modo così massiccio e gratuito e vi chiediamo coerenza. Non è mercificando o approfittando dello squallore che lo si potrà combattere, poiché questo è il modo migliore per riprodurlo all’infinito.

Siamo stanche e siamo indignate. Di chi con una mano denuncia e difende i nostri diritti e con l’altra usa il nostro corpo svestito come specchietto per le allodole per attirare il suo pubblico".

Lettera promossa dalla campagna IO NON CI STO agli stereotipi*

Se anche tu, donna o uomo, condividi queste parole puoi :

* firmare la lettera aperta con nome, cognome e città (oppure blog/sito) nei commenti a questo post
* non comprare testate o guardare programmi che sfruttano il voyeurismo del corpo delle donne
* scrivere alle redazioni ogni qual volta noti un servizio dove il corpo delle donne viene usato in modo gratuito, manifestando il tuo dissenso.

Ti chiediamo inoltre di diffondere questo testo, passando parola. La lettera verrà inviata al maggior numero possibile di testate.

*IO NON CI STO agli stereotipi è una campagna promossa da Giorgia Vezzoli – Vita da streghe, Francesca Sanzo – Associazione Donne Pensanti, Maria Grazia Verderame – Un altro genere di comunicazione e Lorenza Garbolino – Una nuova era.
Lanciata con un’iniziativa di protesta nei confronti del programma tv La pupa e il secchione, la campagna si propone di abbattere le gabbie degli stereotipi di genere presenti sui media per favorire la diffusione di una cultura e di una mentalità paritaria. Manifesto della campagna è un testo poetico che reclama la dignità della donna sui media e che chiunque può diffondere all’interno dei propri blog, siti o nelle inizia tive a favore delle donne.

Firma la lettera aperta: http://www.donnepensanti.net/2010/11/io-non-ci-sto-basta-con-il-voyeurismo-mediatico-sui-corpi-delle-donne-firma-e-passaparola/
Diffondi l'evento su facebook:http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=166649126690336
Contattaci: info.iononcisto@gmail.com

15 commenti:

  1. Una bella iniziativa, l'ho sottoscritta.

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  2. www.ipaziapreveggenzatecnologica.it

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  3. Ho firmato su donnepensanti. Ascolta, il tema è molto scottante perchè credo che sia davvero l'apice della nostra cultura sessista, quella che da una parte denuncia e dall'altra ammicca maliziosamente allo stupro mediatico dei corpi delle donne alimentando un gioco ipocrita e squallido. E tutto ciò si nota ovunque. Per questo io chiedo.. Non si è ancora fatto nulla contro questa subcultura per quanto riguarda i quotidiani on line? Rimango sempre più basita dalle immagine che vengono usate (faccio un esempio, Corriere.it) per divulgare l'informazione in Italia. Ritengo pericolosissima la perpetuazione di questa mentalità subdola che molto spesso plasma le coscienze delle persone senza che esse se ne accorgano poichè portata avanti da "istituzioni" nazionali. Attendo un riscontro.

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  4. @Fiordaliso: questa lettera parte proprio dall'indignazione anche nel vedere ciò che fanno le testate on line ed è per questo che è rivolta a tutti i media. Non so se si sia fatto qualcosa in passato su questo argomento: per quanto riguarda la tv ovviamente c'è tutto il lavoro delle donne, sulle pubblicità è intervenuta UDI con immagini amiche ma sugli altri media...sai che non lo so?

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  5. Beh.. ci si può pensare! ;)
    Aprite ogni tanto Panorama.it ad esempio.. Ci sono un sacco di donne in vetrina. E' sconcertante.. Io so solo che Il Corpo delle Donne aveva accennato a questo problema in un intervento.. Poi non so più nulla.. Grazie per l'attenzione! Spero vivamente che in questo percorso, che mi auguro di intraprendere seriamente anche io, si riesca a non tralasciare nessuna delle sfacettature sessiste della nostra società. Sicuramente è cosa ardua e necessita di un investimento di tempo non indifferente. A presto,

    Alessia

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  6. @Fiordaliso: IO NON CI STO agli stereotipi vuole proprio essere un punto di partenza per questo problema! :)

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  7. Certamente!
    Per quanto mi riguarda tempi addietro ho scritto sia a Corriere.it che a Repubblica.it
    Monitoriamo la situazione!
    Ora lascio spazio agli altri commenti.
    Grazie ancora.

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  8. I media non fanno un uso più voyeristico e opportunista dei corpi delle donne di quanto facciano loro stesse e per liberissima scelta!! Stiamo parlando di prostituzione di lusso, non di sfruttamento da marciapiede. Trovo pertanto le vostre ragioni pretestuose e fuori contesto.
    Antonella

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  9. @Antonella: Troveremo sempre persone e donne disposte a comportarsi come noi non faremmo, il punto è chi sceglie e decide cosa pubblicare o mandare in onda e cosa no.
    Perché è attraverso queste decisioni che si crea un immaginario ed una mentalità collettiva.

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  10. Vi posto il link facebook della valigia rossa, da anni stiamo lavorando per aiutare le donne a migliorare il loro benessere sessuale. Portiamo avanti questo ideale perchè una miglior conoscenza del nostro corpo ci porta ad avere più rispetto per noi e per gli altri. Ciao Katia
    http://www.facebook.com/#!/pages/La-Valigia-Rossa/311345061130

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  11. @ Antonella: stiamo parlando anche di minorenni se è per questo, di pesone che vengono da situazioni disagiate. La questione non è meno grave se queste escort, che poi sempre prostitute sono, arrivano ad arricchirsi con questi soldi. Il noccolo della questione è di tipo culturale: innanzitutto bisogna capire quanta consapevolezza c'è nell'intraprendere una srada del genere. Con questo non voglio assolutamente dire che le donne non siano capaci di intendere e di volere ma ci chiediamo che cosa spinga una ragazza a prostituirsi e quanto possa essere civile il mondo della prostituzione?
    Mi sembra superficiale e riduttivo rispondre dicendo "Ah beh.. se lo è scelto lei!".
    Qual'è questa libertà di scelta a cui auspichiamo al giorno d'oggi?
    Chi sono le donne che decidono di prostituirsi?
    Siamo sicuri che non sia riduttivo descriverle come allampanate arriviste?
    Qualcosa mi fa riflettere e fare un passo indietro..
    Quanta solitudine e desolazione c'è dietro a queste vite? Noi la conosciamo?
    Qual'è il retroterra culturale di queste persone?
    Quando amore hanno imparato a provare per il loro corpo?
    O quali necessità le hanno spinte a optare per la prostituzione? (ci sono molte madri che si prostituiscono consapevolmente per dar da mangiare ai loro figli).
    Sappiamo con quali messaggi queste persone sono state bombardate fin da quando erano bambine?
    Sappiamo dove è lecito mettere i confini tra civile e incivile?
    Siamo sicuri che sia una società civile quella che non prende la prostituzione come una piaga sociale?
    Sono dalla parte di chi la definisce uno stupro con risarcimento danni.
    Ma chiaramente sto divagando, il punto del post è un altro:
    i media che dovrebbero fare INFORMAZIONE fanno invece disinformazione, gossip e quant'altro.
    Credo sia squallido trovarsi di fronte ad un programma che mentre sta denunciando il fatto che il nostro premier si intrattiene con escort minorenni invitandole a casa sua e le ripaga con soldi e agevolazioni invece di badare ai problemi del paese, mentre la popolazione italiana si fa un mazzo da mattina a sera per poter portare a casa la pagnotta ai propri figli, mostra immagini gratuite di donne seminude per accaparrarsi un po' di audience perpetuando questa cultura sessista e deleteria che è proprio quella che poi spinge delle ragazzine ad entrare in un mondo di cui non conoscono bene i risvolti come quello della prostituzione? A mio modesto parere è una contraddizione in termini!

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  12. Per Fiordaliso: Non per niente Panorama è di Berlusconi, colui che "ama" le donne!

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  13. Ciao a tutte,
    io ho aderito all'iniziativa che appoggio al completamente, ma quell'immagine?
    Si fa un'iniziativa contro il voyerismo mediatico, contro l'uso improprio del corpo delle donne e si usa quell'immagine??!!!
    ho letto su diversi forum che molte altre hanno provato il mio stesso disappunto, vi pregherei di cambiare quell'immagine perchè rischia di screditare una validissima iniziativa!
    Enrica

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  14. @Enrica: ciao, cerco di rispondere anche qui piu o meno quel che detto in altri luoghi :): abbiamo deciso di mettere quell'immagine per far capire esattamente ed immediatamente il contesto di cronaca cui la lettera faceva riferimento, cercando di prendere pezzi di immagine (solo un dettaglio del viso) in modo da non risultare volgare e facendo ben attenzione al fatto che risultasse chiaro che si trattasse di una *denuncia*.
    Purtroppo non è sempre facile far capire a tutt* che cosa si contesta e a volte è necessario renderlo palese, ovviamente limitandolo e contestualizzandolo.
    Tengo comunque a precisare che l'immagine ufficiale della campagna IO NON CI STO agli stereotipi non è quella, ma il banner a sfondo nero con una semplice scritta.
    La tua critica è preziosa e te ne ringrazio. Ci sarà utile per le future iniziative, per fare sempre meglio.

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  15. Anche io la penso come Enrica.
    E' la prima cosa che mi è venuta in mente.
    Teniamone assolutamente conto!!

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