venerdì 29 ottobre 2010

Occhio allo spot (che ci piace): IKEA fa di nuovo centro

Una lettrice mi segnala un altro caso di pubblicità virtuosa la cui azienda non è nuova in fatto di fair advertising: è il catalogo IKEA 2011, un susseguirsi di immagini che dipingono spaccati di una quotidianità decisamente oltre gli stereotipi.

Un papà che imbocca un neonato, un altro che lo culla. Un bimbo che apparecchia la tavola mentre una bimba sta giocando. Maschietti e femminucce che giocano comodamente vestiti allo stesso modo. L'immagine di un uomo e di una donna che lavorano insieme nella pagina dedicata ad IKEA Business. Donne vere, non "di plastica", che usano il portatile, si alzano dal letto, cucinano, sorridono, stanno sdraiate sul divano senza malizia, pose sensuali o generosi pezzi di pelle scoperti.

Non è Marte, è semplicemente la vita quotidiana fotografata da chi non ha in testa gli stereotipi di genere. Ed è la vita che mi piacerebbe vedere rappresentata sempre di più nella pubblicità.

Ah, alla fine del catalogo IKEA compaiono le foto di due dei 160 designer dell'azienda...Indovinate un po', sono due donne. ;)

Sfoglia qui il catalogo IKEA on line.

20 commenti:

  1. io amo l'IKEA, anche per questo :)

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  2. Benissimo per le foto del catalogo :-).
    Peccato che abbia altri 'difetti' http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=1887&fromRivDet=97
    Marina

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  3. @marina: eh già marina, a quanto pare non si può aver tutto :(...
    purtroppo in questa rubrica prendiamo in esame solo ed esclusivamente i messaggi pubblicitari senza entrare nel merito di un'analisi sull'eticità o meno dell'azienda committente.
    (ben vengano i vostri commenti ad integrare anche su questi punti, comunque! ;)

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  4. ikea come sempre è avanti, quanto abbiamo da imparare dalla svezia....

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  5. Carissima Giorgia, complimenti per il tuo blog! Ciaooo ps= anch'io sono una Ikea dipendente da sempre!

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  6. Volevo ricordarvi che per restare aggiornati sulle news e le segnalazioni del blog è attivo il servizio newsletter che vi invia direttamente in posta ogni nuovo post! Basta inserire la mail qui a destra nel box neswletter. :)

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  7. Sono d'accordo sulla "pubblicità che ci piace", ma secondo me, nel mio piccolo, il problema è proprio solo italiano: non solo nella pubblicità, ma anche nelle illustrazioni dei servizi e nelle copertine, i magazines stranieri non si sognano neanche di focalizzarsi su modelli patinati, ma propongono immagini di donne della quotidianità.

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  8. Penso che l'unico "credo" di ikea sia quello di vendere, quindi rivolgendosi soprattutto ad un target giovane e intraprendente - basta pensare all'innovatività che hanno sulle modalità di acquisto, il cliente è più protagonista nelle scelte che in normali mobilifici - ricama pubblicità che piacciano e colpiscano di più questa fascia. In breve la scelta di questi spot penso sia data solo dal marketing e non da una particolare scelta politica o etica. Sono cliente ikea per questioni economiche, ma sono perfettamente a conoscenza delle loro scelte anti etiche, anti ecologiche che attuano quotidianamente, per non parlare dei contratti di lavoro verso i dipendenti.tutt'altro che un modello virtuoso... Grazie per lo spazio, Silvia

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  9. Salve incuriosito da un articolo su di voi di informarexresistere . ho letto il vostro splendido blog . Di cui meterò i banner sul mio blog http://cdv.splinder.com e di cui ho inserito il vostro url fra quelli da seguire su quello di blog spot . E se vi và , v'inserisco nella seconda putata di questo artiolo sui rapporti uomini e donne http://cdv.splinder.com/post/23513576/uomini-e-donne-muro-contro-muro-o-dialogo-contaminazione anche qui http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2010/10/2866.html
    ma ora bado alle ciancie e veniamo al commento di questo post

    Avendo visto le prime 100 pagine del catalogo ikea , io forse sarò poco oggettivo eo assuefatto o forse da uomo è diverso , no ci ho trovato niente di quello descritto se non immagini comuni e normali . L'unica forse discutibile è quella in cui è stravagata sul divano . Qualcuna di voi potrebbe indicarmi quali sono in modo da dare un eventuale giudizio meno parziale di questo ?

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  10. http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2010/11/01/il-rilancio-di-libera-infanzia/

    Ciao giorgia..ho rilanciato definitivamente Libera Infanzia :)..mancano solo le firme e il video che sto realizzando. Le firme mi servono per inserirle alla fine del documentario. Se vuoi fallo girare :)un abbraccio! mary

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  11. proprio ieri m’ è capitato di andare da Ikea e ho notato piacevolmente che anche nei bagni degli uomini ci sono i fasciatoi per i piccolissimi..ovviamente ciò non dovrebbe evocare stupore, ma siccome siamo in Italianistan ciò appare un fatto non comune e degno di nota. Peccato solo che la piacevole impressione sia stata polverizzata dall’ udire, dopo pochi minuti, un papà che tenendo in braccio una bimba piccolissima come fosse radioattiva (aveva fatto un bisognino), rivolgendosi alla compagna: "vieni un pò che “questa” ha bisogno di te che misà cheee (allontanandola sempre + da se..).."….....HA BISOGNO DI TE?????!!! ha bisogno di essere pulita semmai!. DA CHIUNQUE abbia sufficiente senso d'amore e di responsabilità per farlo; propensioni che evidentemente a costui facevano difetto. Che triste, ma a quanti uomini fanno difetto?. Troppi. Queste attitudini (senso d'amore e responsabilità) sono quasi sempre esclusiva prerogativa dell’ universo femminile. Non voglio davvero essere generalista e ingiusto nel non considerare i molti padri che si adoperano con dedizione e piacere allo svolgimento delle questioni legate alla cura dei figli, ma costoro sono una nettissima minoranza.. Comunque, questo per dire che anche con iniziative come quella di porre un fasciatoio nel bagno degli uomini da parte di Ikea, si fa se non proprio un “passo”, diciamo un cenno di movimento verso la giusta direzione (questo nonostante anch' io sia fra coloro che criticano quest’ azienda per alcune scelte non etiche in materia fiscale e di contratti di lavoro). Ciao, Alessandro. P.S: quanta strada c'è ancora da percorrere qui in Italianistan per traguardare livelli dignitosi di parità..!

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  12. Credo che la condizione imprescindibile per una vera liberazione delle persone (donne in primis s’intenda) dagli stereotipi che ne condizionano la vita e le possibilità reali di sviluppo sia quella di rifiutare la continua ed assoluta manipolazione della realtà alla quale chi detiene il potere le sottopone. Ebbene Ikea è maestra nel portare avanti quest’ultima e rattrista molto vedere che anche a questo blog basti l’apparenza di un approccio pubblicitario “politically correct” per perdersi all’istante. Bisognerebbe focalizzare l’ attenzione invece su alcune discrasie che ben manifestano qual’è la vera politica di IKEA sugli argomenti più determinanti per la libertà e qualità della vita delle donne. Ad es.: Come mai IKEA si rifiuta di aprire nidi per i figli delle dipendenti nei suoi negozi pur avendo un’ altissima percentuale di personale femminile ? Oppure perchè si rifiuta di aiutare le donne che hanno figli disabili arrivando a negargli le riduzioni di orario previste per legge (104/92) come testimoniato dalla battaglia che ha dovuto condurre una dipendente con questo piccolo problema ? Queste sono le cose di cui mi piacerebbe, da uomo e da compagno di una donna,sentir discutere sul Vs. blog. E non che tutto si fermasse all’ apparenza delle cose che altri vogliono “venderci”, come accade di solito. Saluti

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  13. @mahurin: ciò che detto da altra parte, ripeto anche qua: QUESTA è una rubrica dove si prendono in considerazione unicamente le pubblicità ed i messaggi/immagini in essa contenuti a prescindere dal giudizio etico dell'azienda committente. Se non ti sta bene non so che farci, la rubrica riguarda le pubblicità, punto.

    Detto questo, ribadisco in ogni caso l'estrema importanza dell'immagine della donna e dell'uomo sui media (dunque anche nella pubblicità) che non sono affatto temi superficiali ma, anzi, il fondamento su cui si insidia la mentalità (anche, spesso, aziendale) di questo Paese nei confronti delle donne. Il Corpo delle Donne docet. Ed è su questi temi, sia per la mia competenza professionale, sia per mia scelta culturale, che questo blog ha deciso comunque, a prescindere da tutto, di focalizzarsi.

    Ti ricordo infine che esiste un blog, di cui Vita da streghe è sostenitore, che si chiama SENZADONNE (trovi il banner qui a lato a dx) dove si sta creando/discutendo di una proposta di documento da presentare alle Istituzioni per quanto riguarda il tema delle donne e lavoro. E se vuoi contribuire attivamente, potresti magari fare proposte anche tu in quella sede. Perché di aziende che si comportano male con le donne, caro mahurin, ne è pieno il Paese perciò forse la cosa più efficace e sensata sarebbe quella di agire a livello istituzionale per creare la VERA parità uomo-donna in TUTTE le imprese piuttosto che denunciare ogni singolo caso di azienda in cui ciò non avviene. Perché il comportamento discriminante nei confronti delle donne, da che so io, in Italia è la norma. E a dirla tutta, qualora dovessi parlare di aziende e non di pubblicità, a quel punto preferirei dedicare visibilità e tempo a quelle che attuano politiche FINALMENTE a favore delle donne, dal momento che rappresentano ancora l'eccezione, piuttosto che rincorrere le (centinaia? migliaia?) di casi in cui ciò purtroppo in Italia ancora non avviene.

    Saluti.

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  14. Cara Giorgia, senza voler innescare dibattiti o polemiche a cui non sono interessato, mi permetto solo di notare che una risposta così piccata da parte Tua è un sintomo certo di debolezza e non di forza. Se basta a soddisfarti la pura e semplice "comunicazione" che una qualsiasi azienda mette in atto in modo del tutto contraddittorio da quello che è il suo reale atteggiamento di genere, è una Tua scelta che però io non sento di voler condividere. Sennò finirei per ritrovarmi sì ipnotizzato da qualche stereotipo consolatorio. Quale quello del paradiso della parità svedese che, guarda caso, mostra tassi di violenza sulle donne per niente dissimili dai nostri e con ferocia assai maggiore. Grazie, comunque, per i gentili consigli. Saluti

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  15. caro mahurin, un po' tardi per affermare che non volevi creare dibattiti e polemiche, soprattutto dopo esserci andato giù piuttosto pesante con le critiche al blog (ripetute in due post differenti tra l'altro)...Vedi, i punti di vista? A me il piccatto sei parso proprio tu, e fin da subito. Pazienza. Ti riserverò un dolce sorriso per i cari saluti ;)
    Con stima

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  16. Indipendentemente dal fatto se siano veritiere o meno, a me piacevano tanto le pubblicità che vedevo da bambina, tipo quella del caffè Lavazza, con Nino
    Manfredi, delle caramelle Elach e di un utensile da cucina multifunzione. Tra quelle di oggi, mi piaceva molto quella dove Totti iniziava col dire: "Io di Internet non ci capivo niente...", era molto simpatica.

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  17. a proposito del problema tipicamente italiano della mercificazione del corpo femminile,pochi semplici esempi:
    1)parecchi anni fa,ero ancora al liceo,una mia amica ospitò per qualche giorno una ragazza americana in italia per uno scambio scolastico.Mi colpì moltissimo il fatto che,seppure da noi la cultura americana sotto questo punto di vista sia vista come maschilista e a un soffio dalla pornografia,la ragazza rimase sconvolta dalla fiera di corpi che occupava la nostra televisione.Diceva che certe cose,negli USA,si vedevano "solo dopo le 10 di sera".
    2)Mia sorella è fidanzata da 10 anni circa con un ragazzo svizzero.I primi anni,quando iniziò a frequentare spesso l'Italia,e a conoscerne televisione e giornali,si stupì molto chiedendo "che senso avesse pubblicizzare del silicone con una donna semi-nuda".
    3)Recentissimo:a fine Luglio sono stata a Barcellona con il mio ragazzo e,avendo l'albergo in un quartiere piuttosto popolare,avevamo l'occasione di guardare la tv locale al bar della signora sotto l'ostello:non un seno o un sedere di troppo,ma soprattutto una bella signora cinquantenne con delle sottili zampe di gallina a pubblicizzare una crema antirughe...
    Gli svedesi saranno avanti o siamo noi gli unici indietro??complimenti per il blog,bello bello bello|

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