venerdì 22 ottobre 2010

Multe alla minigonna per il decoro? Parte la mailbombing!

"Niente più minigonne, scollature generose e jeans a vita bassa per le strade di Castellammare di Stabia" - si legge su un articolo di Corriere del mezzogiorno.it, i quali sarebbero stati vietati dal sindaco Pdl Luigi Bobbio per "ripristinare il decoro urbano per favorire una migliore convivenza civile". Pare che le multe previste dal nuovo regolamento della Polizia Urbana, che dovrà essere approvato lunedì in consiglio comunale, vadano dai 25 ai 500 euro.

Il Sindaco si difende sostenendo che il divieto della minigonna è pura invenzione mentre il consigliere regionale del Pd Angela Cortese non ci sta: "Il regolamento della polizia urbana proposto dalla Giunta Bobbio è offensivo per la dignità delle donne e lede l’autodeterminazione e la libertà femminile".  

Pesantissimo, sempre nello stesso articolo, il commento del parroco Don Paolo Cecere: "Trovo sia una decisione giusta, in questo modo si contrasta anche il dilagare delle molestie sessuali" dove sembrerebbe che ancora una volta si colpevolizzi la donna come istigatrice della violenza!

Potete leggere la notizia intera qui.

Le donne, comunque, non ci stanno. Quelle stabiesi si sono mobilitate, come cita l'articolo, organizzando sempre con Angela Cortese, Camera delle donne, UDI ed altre, un sit – in dinanzi al Comune per lunedi prossimo, durante il Consiglio Comunale, per bloccare l'approvazione del regolamento.
Inoltre su Facebook è partita oggi una mailbombing indirizzata sia al Sindaco del Comune che al Parroco per permettere ad ogni donna di protestare o quantomeno di far sentire la propria voce.

19 commenti:

  1. purtoppo,credo sia un provvedimento giusto. Dico purtroppo perchè se vivessimo in un paese dove gli uomini sono civili e non maschilisti, non ci sarebbe bisogno di arrivare a tanto. ma dato che per buona parte degli uomini italiani una minigonna rappresenta un segnale di disponibilità, forse il provvedimento è corretto. Quando le donne italiane saranno in grado di allevare figli maschi in grado di ragionare coerentemente anche di fronte ad una scollatura o minigonna, questo provvedimento sarà inutile. ma finchè il panorama maschile sarà così desolante, ben venga il provvedimento,

    RispondiElimina
  2. caro anonimo, ovviamente non sono d'accordo. impedire a una donna di indossare una minigonna è come dire ai negozi di non avere vetrine per evitare i furti. non è lì il cuore del problema. credi davvero che gli stupri diminuirebbero se una donna indossasse solo gonne lunghe e jeans?
    lo trovo, perdonami, davvero ridicolo.
    non è coprendo le donne che diminuisci la violenza ma scoprendo i buchi neri della nostra educazione e mentalità, agendo sui media, sull'istruzione, sulla pubblicità, su tutto ciò che continua a mantenere e provocare (per davvero) questa mentalità.

    RispondiElimina
  3. Aggiungo, sempre per anonimo, che l'educazione dei figli maschi è dovere e diritto sia della figura genitoriale femminile che di quella maschile.

    RispondiElimina
  4. Non ho capito molto bene il mailbombing conseguente a questa notiziola.
    Mi spiego: perché in televisione no e per strada si? Perché le veline ancheggianti no e le ragazze scollate si? Io sarei per la libertà ovunque, ma non faccio testo.
    La cosa che mi spiazza è che si stia facendo un'operazione di mailbombing che va da tuttaltra parte rispetto alle precedenti.
    ciao, Cri

    RispondiElimina
  5. @Cri: le mailbombing rivolte alle pubblicità o ai programmi tv non avvengono perché le donne compaiono con la minigonna o poco vestite ma per la gratuità dell'uso spropositato che si fa dei loro corpi spogliati, ammutoliti, usati per vendere qualsiasi cosa attraverso una continua riduzione dell'immagine delle donne come oggetto sessuale. Non è pertanto in discussione la libertà delle donne di poter comparire vestite poco, ma piuttosto lo sfruttamento che i media/pubblicità ne fanno e l'impatto che tali immagini possono avere nella costruzione dei nostri modelli e della nostra mentalità. Anche perché una donna in tv o in pubblicità crea modelli di forte impatto, una donna nella vita privata no.
    Questo sì che è indecoroso, non il fatto che una donna vada in giro vestita con la minigonna o con una scollatura, una libertà e un diritto per altro sacrosanti che le nostre sorelle negli anni 60 e 70 si sono guadagnate a suon di lotte.

    RispondiElimina
  6. Questa legge è una cosa ignobile e fa tornare indietro l'Italia agli anni '50!
    Una donna ha il diritto di vestirsi come vuole e come ritiene più opportuno per se stessa. Semmai si dovrebbero inasprire le pene verso i molestatori e stupratori perché sono loro a commettere dei crimini orrendi e sono loro che devono pagare per i crimini commessi! Basta colpevolizzare la donna è ora di finirla con questi maschilismi assurdi!
    Si vergognino il sindaco e il prete, semmai dovrebbero essere multati loro per come vanno vestiti!
    Vespertilla

    RispondiElimina
  7. @Anonimo (il primo che ha commentato)..
    Direi che è il contrario.
    Più educhi la società ad un immaginario stereotipato secondo cui la donna in minigonna significa attirare gli stupri più dai la licenza a certi uomini di stuprare..Io la vedo così: secondo me è come arrstare una vittima di stupro x atti osceni.
    Mary (un altro genere di comunicazione...)

    RispondiElimina
  8. Inoltre come dice il primo anonimo nn ha senso.Educare un maschio a convivere bene con una donna in minigonna e poi vedere imamgini televisive che associano la minigonna alla provocazione sessuale è un paradosso..Semmai la cultura dello stupro è incitata dagli stereotipi promossi dalla tv. Proibire una donna di usare la mini x uscire di casa e poi accendere la tv e vedere donne nude, comntribuisce ancora di più ad alimentare la cultura dello stupro.

    RispondiElimina
  9. Secondo me il punto è un'altro ancora.Non credo che diminuiscano gli stupri vetando le minigonne. ma è serto che, in fatto di abbigliamento, stiamo raggiungendo limiti di cafoneria e volgarità davvero esagerati. ognuno è libero di vestire come vuole, ci mancherebbe, anche a costo di apparire cafone, volgare e ridicolo.Purtroppo in questo senso, le donne sono più esagerate degli uomini. Se mi spiegate il senso di mettere un pantalone a vita bassa in pieno inverno, col freddo che fa e la pancia fuori, ve ne sarei grata, perchè davvero non lo capisco.Ognuno è libero di fare quelloc he vuole, lo ripeto, però l'equilibrio e la moderazione, in ogni campo, sono delle gran belle doti, ed attualmente, in giro, ne vedo poca.@giorgia, hai fatto un paragone davvero sbagliato...perchè le vetrine servono a vendere merce, e quindi è giusto che espongano....non mi risulta che le donne debbano esibirsi per vendersi...oppure si?paragonare una donna ad una merce credo sia proprio il contrariodi ciò che vogliamo dimostrare...oppure no?Inoltre, secondo me dovremmo anche chiederci come mai le donne, nel 2010, abbiano ancora la necessità di mostrarsi, come se fossero ancora schiave che devono essere scelte. Continuiamo ad essere e comportarci come schiave, eppure pensiamo di essere libere-
    Ciao Betty

    RispondiElimina
  10. @Betty: allora, vorrei fare una precisazione. non ho usato l'esempio della vetrina di un negozio per paragonare le donne a una merce ma per affermare che non è in come si presenta l'oggetto di un reato (sia esso una persona o qualsiasi altra cosa) il problema, ma in chi lo commette!!! se ti disturba il paragone della vetrina, lo cambio con un paragone fra persone, ecco: è come se chiedessero a un gay di non andare in giro con vestiti sgargianti per evitare aggressioni omofobe...non è giusto! non è lì il problema!
    Poi, sull'esagerazione e sulla necessità di mostrarsi delle donne siamo d'accordo ma il punto è: giusto vietarlo? secondo me no. E soprattutto: è vietando loro di indossare abiti succinti che risolvi il problema della necessità di mostrarsi? assolutamente no, secondo me quello è un problema culturale che si risolve a livello culturale, educativo e mediatico. non a colpi di censura sulla gonna corta come prima della rivoluzione sessuale degli anni 70...Almeno, a mio modesto parere.

    RispondiElimina
  11. ...Il problema deve essere risolto a monte, non a valle.

    RispondiElimina
  12. Stavolta non sono d'accordo sulla mail bombing perché per principio non accetto e non uso minigonne e abiti con scollature generose o aderenti.

    RispondiElimina
  13. grazie Giorgia e Fierdaliso. Scusate se issisto, ma credo veramente in quello che scrivo, non sono una persona moralista. Ma non pensate che, se le persone DOVESSERO vestirsi tutte in maniera decente ed equilibrata, senza inutilmente mostrarsi per quello che si indossa, o non si indossa, insomma, non pensate che, messi da parte gli orpelli di un'abbigliamento eccessivo, si potrebbero finalmente vedere le persone per quello che SONO e non per quello che MOSTRANO? oggi come oggi, per strada, in ufficio, dal parrucchiere...siamo continuamente giudicate per quello che mostriamo e non per quello che siamo. E questo è terribilmente sbagliato!!!Non pensate che con un piccolo passo indietro, ne faremmo tanti in avanti???
    ciao Betty

    RispondiElimina
  14. @Fiordaliso, vorrei anche aggiungere che quanto tu hai detto riguardo al dovere di educazione dei figli maschi che è sia del padre che della madre, è vero. Vorrei però riferirti alcune frasi dette da uomini di mia conoscenza, ai propri figli maschi adolescenti: "tu devi trombarne tante, ma non portarne a casa nessuna", "tu devi scartare solo le caramelle" e ne avrei ancora, solo che sono troppo volgari e temo che non pubblicherebbero il post. Ora, Fiordaliso, come vuoi che uomini che dicono ai propri figli cose simili, possano educarli al rispetto delle donne in genere, ma soprattutto come possono educarli a vedere oltre una minigonna od una scollatura? Come possiamo pensare che i padri possano educare i figli maschi a "snobbare" una cultura ed una società maschilista che a loro, in quanto maschi, va benissimo?Temo anche io, purtroppo, che da questo punto di vista, siamo noi donne, ancora una volta, a dovere darci più da fare.....ripeto. ANCORA UNA VOLTA.
    Ciao e grazie! Betty

    RispondiElimina
  15. la questione è far in modo che si venga rispettati, sempre, aldilà di quello che si mostra e anche di quello che si è. Poi chi ha l' arbitrio di decidere fin dove è "decente"? quanto deve essere corta/lunga una gonna per essere decente? chi lo decide? il "normale" senso del pudore? patrimonio/retaggio dei maschi?!. Allora lo stesso varrebbe per gli uomini che (ad esempio)vanno in palestra? che bisogno c'è di gonfiare i muscoli, di fare lampade? l' importante è essere no?. Aldilà di tutto non ci deve essere nulla di male nel vestirsi in modo provocante e sensuale. Questo colpisce la morale perchè la storia degli ultimi diciamo due millenni è fondata sulla colpa, la restrizione della libertà (femminile), il falso pudore che consente agli uomini di "stare tranquilli" mentre loro si prendono tutte le libertà che desiderano. Non c'è nulla di sbagliato nel voler piacere il più possibile..lo fanno di certo tutti gli uomini. Perchè la castrazione deve cadere sempre sulle donne? È cosi da (quasi) sempre. E' come se per evitare che mio figlio incontrasse un pedofilo lo tenessi a casa a vita!Non vorrei ai fargli questo torto, io lo mando in giro ponendo in essere il più possibile quelle che ritengo le necessarie accortezze. Potrei essere d’accordo sul fatto che magari molte donne che si vestono in modo provocante (ma vedete che anche questo termine ha radici profondamente maschiliste..una donna “provoca”, un uomo invece sarebbe solo sexy) sono anche loro inconsapevoli sostenitrici del sistema sociale patriarcale perché non si rendono conto di come gli uomini le percepiscono ( o meglio, magari lo sanno, ma sono state convinte che quello sia il trascendente destino della donna, che in fondo sin dalle fiabe che vanno per la maggiore rimane stesa dormiente in attesa di essere prelevata dal principe di turno), di quanto meschina sia la considerazione che a loro viene riservata, ma nonostante ciò si soddisfano di questo. Che non sappiano, quindi, affrontare con l’ adeguata consapevolezza il difficile e sessista universo dei rapporti interpersonali uomo/donna. Questo adagiarsi nel mondo maschilista da parte di molte donne però non è certo una colpa che va affrontata con le privazioni della libertà; occorre diventi normale voler piacere senza che questo diventi un pretesto per poter offendere. Sui padri, hai ragione, io non so più cosa fare; non smetto mai di sostenere e diffondere le mie idee di libertà fra gli uomini, in opposizione al maschilismo, ma la società (quella dominante maschile, basata sulla prevaricazione e il sacrificio) tende a emarginare i membri del proprio “clan” che tentano di estendere e rendere condiviso e condivisibile il potere che gli appartiene da secoli….però sapere che ci sono donne che combattono per la propria salvezza, mi da forza e stimolo per affrontare, dalla parte dell’ uomo, le barriere solidissime dell’ idiozia e della prepotenza umana (maschile). Alessandro

    RispondiElimina
  16. Alessandro, ho letto il tuo intervento pensando che fossi una donna per poi scoprire verso il fondo il conrario.. Questo fa capire che i pregiudizi aleggiano nell'aria..
    Per tornare al discorso.. Sicuramente non è facile cogliere tutte le sfacettature della questione.. E' come un gatto che si morde la coda..
    Innanzitutto questo provvedimento è semplicemente sbagliato perchè

    - colpevolizza la donna e non chi commette soprusi contro di lei, incastrandola nello stereotipo della pietra dello scandalo, dando in parte una giustificazione ai più bassi istinti di una società non-civile (eliminando l'OGGETTO che scatena tali conseguenze elimino anche le conseguenze), incarnando così in lei la colpa primordiale

    - Non agisce a monte ma a valle; non cerca di cambiare gli schemi culturali, sia maschili che femminili, ma castiga (LEI)

    - Non permette alla donna di SCEGLIERE di essere e non di apparire secondo le imposizioni implicite del pensiero maschilista per quanto concerne l'immagine di donna ideale

    - Avvicina l'immagine del burka, della donna che si deve coprire per non essere scostumata, che è sempre erotizzata dallo sguardo giudicante maschile e per questo deve essere vestita o svestita a suo piacimento

    - Rende la donna ancora una volta OGGETTO e non SOGGETTO della nostra società, le cui scelte non sono mai autonome ma sempre condizionate esplicitamente o implicitamente da altri, spesso uomini

    Per quanto riguarda il concetto di educazione da parte dei padri.. Prima di tutto mi sento di dissentire dal fare di tutta l'erba un fascio. E' chiaro che in una società sarà più facile che siano gli oppressi a fare rivoluzione, ma così come non solo i neri si sono occupati e si occupano di combattere la discriminazione razziale, così come anche gli eterosessuali cercano di rivendicare i diritti degli omosessuali, così non sono solo le donne a lottare contro il sessismo, e alcuni uomini, in rete e non, ce lo stanno dimostrando.
    Inoltre siamo tutti quanti, uomini e donne, invishciati in questa sorta di mentalità sessista. Vogliamo parlare delle madri che pretendono di avere parola sulla vita sessuale e intima delle figlie, auspicandosi che tengano le gambe chiuse fino al matrimonio, mentre per i figli maschi l'unica cosa importante è che abbiano i preservativi nei jeans?
    Ecco, io andrei un po' oltre le apparenze..
    4Sappiamo veramente di cosa parliamo quanto trattiamo di libertà?

    RispondiElimina
  17. Secondo me stiamo andando un po' troppo oltre. Nel senso che credo che il provvedimento che ha dato il via ai post, miri a mitigare GLI ECCESSI. Penso che buona parte delle persone sappiano cosa sia il buonsenso, l'equilibrio, la non volgarità ed il non essere cafoni. Penso che la maggior parte di noi sappia che c'è un abbigliamento indicato per andare in discoteca ed uno per andare al lavoro, o al supermercato.Lo stesso tipo di abito può essere adatto ad un luogo e cafone in un altro.Una gonna può essere corta ma non volgare.Perchè deve essere così difficile recuperare il senso della misura?
    Betty

    RispondiElimina
  18. Riprendo le parole di Betty: “Le donne sono + esagerate degli uomini”: non credo, io vedo nella mia grande (solo geograficamente) città, ragazzi/uomini conciati in maniera ridicola e moolto appariscente. Solo che appaiono cose diverse, le cosce o il seno in una donna, i bicipiti o il petto gonfiati da palestra negli uomini, enormi tatuaggi guerreschi mostrati come segni di potenza estrema. Ma non è la stessa cosa?. Su quello che tu dici vorrei spostare l’ asse della riflessione dal concetto di “possedere un senso della misura (misura che ripeto non si sa chi debba deciderla)” a quello di “è normale/giusto piacere agli altri, se si in che misura?,con quali mezzi e perchè..”?

    Ci sono donne che si vestono succintamente, altre sobriamente, altre a volte succintamente a volte sobriamente; ma, di alcune di queste, il loro essere succinte esprime, non tanto (non solo) una voglia di essere belle, piacenti a se stesse e agli altri; ma la recondita aspirazione a gratificare i maschi (gratificazione della quale a loro volta si gratificano ovviamente) ma non nel senso di essere attraenti (cosa che aggrada + o - tutti) ma in quello di esprimere un atteggiamento proprio di compiacenza verso l’ uomo patriarca e le sue concezioni strumentali della donna. Su queste donne puoi avere ragione tu Betty, purtroppo forse percepiscono la loro avvenenza come strumento per assecondare i maschi. Ci sono ritengo uomini evoluti (evoluzione per me = donne e uomini portatori di concetti di mutualità ed uguaglianza vera) e non e donne evolute e non; la differenza è che persone “evolute” non si “compiacciono” a vicenda ma si “piacciono”.

    Altra differenza, ma questa è un’ altra storia, è che uomini non evoluti sono sempre carnefici (in senso diretto o indiretto), le donne evolute e non evolute sono vittime di questo sistema di gestione del potere alterato che è loro sfavorevole; consapevoli le prime un po’ meno le seconde (che cercano il compiacimento). Queste seconde, a volte, danno una spinta in avanti, loro malgrado, al sistema patriarcale che io nego, anche con le minigonne è vero. Ma questo certo NON PUO’ SIGNIFICARE che non dobbiamo difendere l’ idea sacra che tutti hanno lo stesso diritto di chiunque ad andare in giro come si vuole e che ognuno ha il senso della misura che gli aggrada (parlando sempre di vestiti).
    In generale, le donne che vestono succinte (sebbene parte rientrino nella quota di donne compiacenti e non piacenti di cui sopra) per me non è che si mostrino come merce per essere scelte/acquistate……..magari assecondano il sano principio della bellezza, dell’ avvenenza per il quale è bello sentirsi attraenti e per il quale tutti vorremmo avere (oltre al cervello ) anche un corpo piacevole?. Questo vale per uomini e donne. Ad esempio le donne etrusche, che avevano la fortuna di vivere in una società relativamente più libera dagli stereotipi di genere, non temevano a mostrare la propria nudità. In privato e in pubblico. Non erano merci e non lo facevano per mercificarsi, solo che non era ancora passata quella cultura dalla dinamica corpo/carne=peccato e il corpo era vissuto liberamente, come un aspetto sano della componente umana. Penso che non è il senso del pudore o della misura la questione, sarebbe come sacrificare sull’ altare di fallaci valori la vittima sbagliata. La vittima deve essere il pregiudizio, non il corpo e il desiderio che abbiamo di bellezza.
    Ciao, Alessandro

    RispondiElimina
  19. @Alessandro,innanzitutto,grazie per la frase "le persone evolute non si compiacciono a vicenda, ma si piacciono", la trovo estremamente significativa, mi è piaciuta moltissimo.
    Io però, concordo con quanto dice Betty, e cioè che il senso della misura è una gran bella cosa,in tutte le sue manifestazioni, nel vestire, nel parlare, nell'atteggiarsi.E questo equilibrio lo stiamo perdendo, anche perchè i modelli che ci indicano i media sono volgari, urlanti, sguaiati.Sarà anche vero che ognuno ha il senso della misura che gli aggrada, però è anche vero che, come in tutte le cose, c'è un limite oltre il quale scatta l'eccesso.Nessuno deve decidere "il senso della misura": è l'educazione che deve dirci fin dove si può arrivare.Di una persona che, invece di parlare, urla, diciamo che è maleducato. Se portassimo la tua frase in questo contesto, potremmo dire :ognuno ha il senso dell'educazione che gli aggrada, ognuno deve avere la libertà di parlare con il tono di voce che gli aggrada, non si possono limitare le libertà di una persona. Eppure, se qualcuno urla in pubblico, tutti concordiamo nel dire che è un maleducato, cafone, villano. Credo che la stessa cosa si possa dire di un abbigliamento sguaiato od eccessivo. Il limite, Alessandro, è sempre l'educazione ed il rispetto. Non solo per gli altri, ma anche per sè stessi.
    Ciao, Elisa

    RispondiElimina