lunedì 27 settembre 2010

L'insostenibile tentazione di levare le tende

"Così abbiamo detto ai papà, prendere o lasciare: se il padre non usufruisce della sua quota (ndr: di congedo per paternità), la famiglia perde le settimane, non vengono retribuite, la madre non può usufruirne al posto del marito e l'abbiamo stabilito per legge. Per legge".  
"E qual è la percentuale di padri che ne usufruisce?"
"E' più del 90%".

Ecco il link alla puntata di Presa Diretta di ieri sera dal titolo "SENZADONNE". Impietoso il confronto fra noi e la Norvegia, dove Iacona ha pensato bene di andare ad intervistare i neopapà  in congedo parentale (oltre che fare una capatina in tanti altri posti, come ad esempio una redazione televisiva). Per dirci o ribadirci che in Norvegia uomini e donne crescono  i figli insieme e collaborano insieme alle attività domestiche (e guai a togliere agli orgogliosi papà il diritto di costruire una relazione intensa con i propri bimbi!) e per scoprire che nella tv pubblica mai, proprio mai, è possibile vedere donne che non parlano o mezze nude perché lì "conta il talento".

Sembra di stare su un altro pianeta e invece no. Non è il Paese delle Meraviglie ma uno stato, neanche troppo lontano, che ha semplicemente deciso di promuovere l'uguaglianza fra persone di sesso diverso e che, guarda un po', fa stare meglio tutti.

Consiglio a tutti la visione di questo programma perché vedere coi propri occhi come potrebbero andare le cose se le donne non fossero così discriminate è terapeutico, in grado di smontare in pochi secondi convizioni dure a morire. Presa Diretta ha mandato in onda una puntata decisamente diversa da quelle a cui siamo abituate, toccando tematiche impietose: dalla discriminazione sul lavoro al ruolo dei padri, dall'immagine della donna in tv alla pubblicità toccando anche brevemente il tema della violenza. L'unico neo è la voglia di andarsene dall'Italia alla fine della trasmissione ed una sensazione di frustrazione che però si può sempre sublimare con l'impegno a cambiare le cose. Fosse anche solo, almeno per cominciare, con un post.

PS: Dopo questa puntata mi piacerebbe, oltre che alle pubblicità virtuose, ogni tanto dare visibilità anche alle aziende che applicano comportamenti virtuosi nell'ambito delle politiche di genere al proprio interno...Che ne dite?

(Clicca sull'immagine del post per rivedere la puntata)

8 commenti:

  1. Anche io ho voglia di andare a vivere in Norvegia.Ma così facendo lasciamo il nostro Paese ancora di più senza donne (xke mancheremo anche fisicamente). Bisogna iniziare a prendere coscienza e unirci affinchè rinasca il femminismo e in italia ce n'è bisogno.
    Andando via rovineremo ancora di più l'italia..e non faremo capire che siamo risorse importanti..ma faremmo il loro gioco. Restiamo in italia e facciamoci sentire..insomma svegliamoci!!!

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  2. Ti rispondo con la frase di una lettrice della pagina di Vita da streghe su fb: "Non andiamo noi in Norvegia, portiamo la Norvegia qui"!!!!! :)))

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  3. Allo splendido servizio di ieri mancano le pagine scritte dalle nuove femministe; da te Giorgia, da Francesca Sanzo, Anna Pascuzzo, e tante altre, dal movimento delle donne in rete che "non ci stanno". Dovrebbero darvi spazio sopratutto in queste occasioni, perchè la speranza va coltivata, nutrita...
    ti bacio, Irene

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  4. Beh, se ci faremo sentire magari prima o poi arriverà anche la nostra voce...;)
    In fondo, sai, non gliene faccio una colpa: noi non siamo conosciute e in fondo penso che gli italiani, prima ancora di sapere della nostra esistenza, debbano accorgersi della situazione tragica in cui ci troviamo in tema di donne e di come invece potrebbe essere...Perché solo dalla consapevolezza poi nasce il cambiamento!
    Bacio a te!
    Giorgia

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  5. Peccato che non ho potuto vedere quella trasmissione. Non ho neanche il computer!

    http://donna.libero.it/bella_fuori/piccolo-e-bello-seno-taglia-misura-maggiorata-ne3124.phtml

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  6. http://www.trio-lescano.it/

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  7. ...e le sorelle Marinetti!
    http://www.p-nuts.it/sorelle.htm

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  8. Miss Mafia:
    http://www.leggo.it/articolo.php?id=82218

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