mercoledì 15 settembre 2010

"E' povera, le consigliano di abortire": una lettera di chiarimenti a Repubblica

Giuseppina Adorno, presidente della Consulta dei Consultori di Roma, ha scritto una lettera (al momento rimasta senza risposta) al Capo della redazione cronaca di Roma di la Repubblica in merito all'articolo pubblicato il 2 settembre dal titolo “E’ povera, le consigliano di abortire".

Ecco l'incipit della lettera, che potrete leggere integralmente qui:

"Gentile Dottor Cerasa,
Le scrivo in merito all’articolo “E’ povera, le consigliano di abortire” a firma di Alessandra Paolini, pubblicato dal Suo giornale nelle pagine di cronaca di ieri, 2 settembre 2010.
Il “caso” presentato e i relativi commenti virgolettati del DG del Moige, Antonio Assimita, e dell’assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Fabio De Lillo, richiedono qualche precisazione su una serie di questioni.



Innanzi tutto, non è possibile denunciare un episodio grave come quello in questione senza dare delle informazioni complete, senza dire cioè
• In quale consultorio è avvenuto quanto segnalato
• Quale richiesta è stata fatta dall’interessata quando si è recata in consultorio
• Quale figura professionale ha dato alla sig.ra Teresa quell’unica indicazione: abortire

Io escludo nella maniera più assoluta che qualsiasi professionista che lavora in consultorio possa aver detto quello che viene riportato da
Alessandra Paolini su Repubblica e che il Moige ha denunciato.

Sono operatori qualificati quelli che nei consultori lavorano con le donne e con le coppie che si trovano ad affrontare le problematiche connesse alla gravidanza.

Come prevede la legge 194/78, gli operatori consultoriali sono impegnati a sostenere la donna e la coppia nel prendere la decisione in merito alla prosecuzione o all’interruzione della gravidanza rimuovendo, laddove è possibile, le cause che si oppongono all’accettazione della gravidanza, e cercando nella rete delle relazioni familiari e in quella dei servizi sociali e sanitari del territorio, le risorse e le condizioni che lo consentano. Dopo di che, la decisione definitiva è della donna.

Se però dovesse rispondere al vero quanto denunciato, bisogna che sia dato un nome a chi si è comportato così e dare a quella persona la possibilità di replicare e difendersi.

Non è corretto gettare fango “a pioggia” sui consultori, che dedicano tutti i loro sforzi ad informare e sostenere le donne, le coppie, gli adolescenti per una maggiore consapevolezza rispetto alla propria salute e alla responsabilità che ognuno di loro è tenuto ad avere verso se stesso e verso gli altri. Questo è quanto la normativa vigente richiede a chi opera nei consultori familiari...
"

Continua a leggere il testo della lettera qui

1 commento:

  1. In effetti è sembrato strano anche a me e non è il primo caso.

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