lunedì 21 giugno 2010

Caro quotidiano, prendi una decisione chiara

Oggi segnaliamo un nuovo edificante articolo di Massimo Fini in tema di donne pubblicato su Il Fatto: "Due al prezzo di uno". Già a suo tempo, quando Fini scrisse "Donne, guaio senza soluzione" ci fu un po' di scompiglio, ma questa volta il Web non ha lasciato passare sotto silenzio la questione. Su Facebook infatti sono stati creati un gruppo ed una proposta di mail bombing contro Il Fatto Quotidiano. A voi l'ardua sentenza su cosa sia giusto e sbagliato fare dopo la lettura dell'articolo di Fini.
 
Probabilmente c'è chi sosterrà che parlarne pubblicamente non faccia altro che aumentare la notorietà degli articoli in questione. Può essere. Ma così come abbiamo imparato a dire IO NON CI STO agli stereotipi e a segnalare pubblicità, programmi tv e messaggi sui media facendo scaturire un dibattito sulla questione, credo sia altrettanto corretto esprimere la propria opinione anche in merito agli articoli che a nostro avviso veicolano stereotipi o pregiudizi, soprattutto se pubblicati da un quotidiano che dovrebbe essere uno dei baluardi dell'informazione indipendente in Italia. Non è infatti tanto a Fini che mi vorrei rivolgere (ma cosa vuoi dire a uno che scrive così?) ma a chi da rilevanza alle sue esternazioni.

E' vero che fare informazione libera significa accogliere l'opinione di tutti, ma è anche vero che una redazione opera pur una selezione di quanto inviatole o di ciò che viene pubblicato per cui non prendiamoci per i fondelli: un giornale non è un posto dove puoi trovare sempre tutto e il contrario di tutto, ma uno spazio, spesso relativamente ridotto, che prevede una scelta dei contenuti, la quale a sua volta determina una qualche linea editoriale.

In un'epoca tanto difficoltosa per l'informazione, mi aspettavo da una testata che, appunto, fa o ritiene di fare informazione indipendente e non propaganda, la lettura di opinioni sulla questione femminile non allineate con un pensiero maschilista e conservatore. E invece. Come si fa a picchiare duro sul "Berlusconismo" e poi strizzare l'occhio a un certo modo di considerare le donne, sul quale si è retto per anni proprio quel tipo di potere che Il Fatto sembra combattere?

Spero che per il futuro Il Fatto decida di prendere una posizione anticonformista e coraggiosa anche per quanto riguarda la questione femminile in Italia. Nel frattempo, ritirerò a malincuore la mia disponibilità a promuovere la testata sul mio blog.

16 commenti:

  1. Aggiornamenti - RISPOSTA DE "IL FATTO" ALLA MAIL DI PROTESTA:

    "Sono xxx xxxx e ti scrivo a nome de Il Fatto Quotidiano.

    Comprendiamo il tuo disappunto, anche all’interno della redazione il post di Fini ha scatenato diverse reazioni, segno che il giornale è aperto a ogni tipo di discussione e di critica sia dall’interno che dall’esterno.

    In giornata verrà scritto un post in risposta a quello di Fini."

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  2. Che noia... ancora dei giornalisti che ci prendono per stupidi... la vecchia storia della libertà di espressione usata per mascherare un banalissimo tentativo di attirare lettori attraverso il lancio di un articolo-bomba con relativa replica al vetriolo. Chi risponderà questa volta a Fini? Con quali argomentazioni? Prossimamente sulle pagine del Fatto. Che non comprerò.

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  3. Ho provveduto a ricoprirlo di insulti comunque resto fedele al giornale. Vediamo la loro risposta. Lui non si è mai degnato di farlo. Una volta lo hanno fatto due giornalisti, e uno si scusava per la libertà di opinione che danno, il resto era un ragionamento contorto che non si capiva.
    E' vero che certe sono come Fini descrive ma non deve fare di tutta l' erba un fascio e pretendere che le donne ritornino come nel dopoguerra per colmare il suo senso di insicurezza e fallimento. Dice che non siamo più fini ma nemmeno lui lo è, è rozzo e volgare. D' altronde ha un giornale che si chiama Il Ribelle. Se non fosse maschillista, i suoi articoli mi piacciono. Se vuoi promuevere la testata fallo, io credo molto in loro e ci tengo che tutti i blogger lo facciano.

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  4. Ma l' approvazione di un commento per te significa che deve rispecchiare la tua opinione personale?

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  5. @Francesca: no (come dimostrato da commenti di opinione diversa già pubblicati) posso chiederti perché una domanda del genere? Se ti riferisci al ritardo nelle approvazioni, dipende dal tempo che ho. Purtroppo, soprattutto la sera, non sto sempre attaccata al pc e non ho nessuno che mi sostituisca.

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  6. anche noi del gruppo fondatore di donne pensanti abbiamo scritto una mail e sono felice di vedere che se ne parla tanto. quell'articolo era banale e riduttivo, quel che preme è che il quotidiano si renda conto di come sta derubricando una questione fondamentale, specchio di un'Italia che va in malora...brava giorgia!

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  7. Quello che mi fa cascare le braccia è che considerano la questione femminile come qualcosa per cui si può essere indifferentemente pro o contro e non come una lotta per il progresso di tutta la società.

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  8. Grazie Giorgia! Anch'io sono veramente indignata. Non basta che rispondano a Fini secondo me. Con questo ragionamento, allora, pubblicassero anche qualche articolo di qualche esponente del PdL. Non si capisce perché ospitare contributi del genere. Forse, perché, sotto sotto, la questione delle donne è considerata poco importante da questo giornale? Tanto che si può essere feroci misogini e pubblicare con loro?

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  9. E' nato Il Fatto Quotidiano on-line, è bellissimooooooooooooo!! Lasciate perdere per un po' quel cretino e festeggiamo la libertà d'opinione! Tanto non troveremo altri giornali come questo.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/

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  10. Scusa Giorgia, avevo frainteso il tuo ritardo per un rifiuto, dato che anche un' altra volta non ho visto pubblicato un mio commento.
    Il fatto che neanche le donne si difendano da questa sottospecie di giornlista forse è perché hanno solo bisogno di svegliarsi, come ne avevamo bisogno prima che uscisse "Il corpo delle donne".

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  11. Dal momento che chi è su questo blog è anche , in parte su Facebook, rispondo che l'articolo l'avevo messo ieri per porlo all'attenzione non certo di un coro... il Fatto si il Fatto no. E' un Fatto che Fini scrive da decenni e pubblica dove trova spazio. Forse non è chiaro quale sia la censura e la moderazione per chi non è allineato alle Linee Redazionali della Stampa tutta. In maniera inequivocabile e chiara Fini offre uno spaccato reale di società italiana con conclusioni altrettanto chiare e volgari. Mescola un passato remoto che alcune di noi ricordano, come me che sono del '50 e un affresco "tristo" di quello attuale.
    Tra i commenti a quanto avevo postato ieri, ne riporto uno dell'amica Vanessa: Oltre ad essere retrò al punto giusto, cosa che (come dice Doriana) lo rende simpatico sia a destra che a sinistra (o forse antipatico ad entrambe), il Sig. Fini usa anche un linguaggio da bar (vedi "finocchi", per esempio) e da borgata (vedi "scopata" per esempio) che fanno sempre audience. Deve solo ringraziare che viviamo in questo Paese perché in un altro, serio, sarebbe già stato denunciato o, quanto meno, rimosso dall'incarico. A tutti gli amici anarchici: fossi in voi sarei doppiamente, triplamente, quadruplamente incazzat* visto che Fini si spaccia per anarchico di prima ora!!!"
    Statemi bene Stampa di carta e online, vedo che non manca il Sostegno, malgrado i Bavagli.
    Doriana Goracci

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  12. Ho letto l'articolo in questione. Non fa che porre una serie cospicua di tesi sul comportamento femminile senza citare alcun dato statistico e nemmeno pensieri o contributi culturali (prendere un infinitesimo di ciò che ha scritto Sartre e decontestualizzare mezzo verso degli 883 frullando il tutto non conta). Non è un articolo sui fatti, non è un commento, non è un approfondimento di cultura. Si tratta in ultima analisi di opinabili generalizzazioni compiute sulla sola base del vissuto, evidentemente traumatico, dell'autore. Per carità, dato che anche io ho qualche rancore verso il genere femminile potrei anche fraternizzare con Fini ma non capisco assolutamente perchè si sente in diritto di sancire che tutti devono avere colle donne le sue pessime esperienze. Ah Massimo! Sono il 50% della popolazione mondiale, non possono essere tutte come quelle dieci che hai conosciuto tu!

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  13. Guardate la vignetta di oggi su Il Fatto On Line: un po' troppo esplicita, non trovate?

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  14. Bravissimo Marco B. Se siamo tutti generalisti, allora io dovrei sempre criticare gli uomini, che mi hanno fatto soffrire!

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  15. Brava Giorgia, bellissimo commento. Credo tu li abbia messi alle strette se - come mi pare - non sanno cosa rispondere e tirano fuori argomenti ridicoli (quello dell'occasione preziosa è patetico: dobbiamo aspettarci articoli razzisti sul Fatto per parlare della questione degli immigrati?). Però credo che dovrebbero essere contenti, tutto sommato: se il lettore pretende vuol dire che crede nel giornale, dopotutto. Grazie ancora!

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