mercoledì 10 marzo 2010

Prostituzione come stupro: atto secondo

Nei mesi scorsi avevamo pubblicato la proposta di una nostra lettrice in merito alla possibile equazione "prostituzione coercitiva = stupro da parte dei clienti". Oggi pubblichiamo un altro post sempre di Lorenza in merito ad un interessante notizia, che dimostra la lungimiranza di questa tesi. Insomma, le prostitute per libera scelta parrebbero davvero una percentuale minoritaria, il che fa spesso del cliente l'ultimo anello di una tratta criminosa che lo renderebbe connivente e dunque punibile.

"Dalla Svezia ci arriva la notizia dei primi dati sui risultati conseguiti in 10 anni dall'entrata in vigore della legge contro i clienti di prostitute. In Italia quando avverrà? Io già avevo inviato a parecchie associazioni e non che lottano contro il traffico della prostituzione una mia lettera, dove chiedevo di cambiare nome a questo sfruttamento e usare un altro termine, per me più adatto, ovvero: Stupro. (http://unanuovaera.wordpress.com/mie-iniziative/) Alcune mi hanno dato visibilità, e le ringrazio di cuore, altre mi hanno "rimbalzato". Ecco, ora appare questo articolo dove si legge a chiare lettere come in Svezia a questo concetto si era già arrivati, e non solo teoricamente ma anche pragmaticamente. Qui trovate l'articolo intero: http://www.ingenere.it/articoli/punire-il-cliente-la-strada-svedese Buona lettura (e che sia ispirante!) :)"

Lorenza Garbolino
lgarbolino@gmail.com

8 commenti:

  1. ho 34 anni. sono disabile. frequento prostitute da quando ne avevo 23. Non ho mai avuto una ragazza in vita mia e non perchè non abbia cercato...
    Di solito mi presento sempre con gentilezza e ne ricevo spesso in cambio tenerezza e affetto.
    Per tre anni ho frequentato regolarmente una prostituta, sempre la stessa, anche tre volte la settimana. Di solito arrivavo la sera, ero l'ultimo cliente.
    Spesso parlavamo, quando la vedevo turbata lasciavo che si sfogasse.
    Raccontava quello che le avevano fatto durante il giorno. Soprattutto le pratiche sadomaso la facevano soffrire e la lasciavano come spenta dentro. Non c'erano lacrime ma era triste.
    una sera sono andato da lei dopo aver bevuto qualche birra di troppo. E' finita che abbiamo litigato e ci siamo lasciati a male parole.
    Da lei non sono mai più tornato.

    lascio a chi legge dare un giudizio. Certo se avessi una moglie e un paio di figli la mia vita sarebbe diversa.
    ma non mi sembra che questa società mi lasci grandi possibilità di scelta.

    Scrivo tutto questo per invitare a riflettere. Molto spesso -più spesso di quanto non si creda- i clienti delle prostitute sono persone che, a causa dei problemi più diversi, non hanno nessun'altra possibilità di vivere la propria sessualità e affettività.
    Viceversa è anche vero che le pratiche sessuali deviate (quelle, per intendersi, classificate come perversioni nei manuali di psichiatria) possono lasciare nella prostituta conseguenze psicologiche molto pesanti, forse paragonabili a quelle causate da uno stupro.
    Credo comunque che non tutti i casi siano uguali.
    Soprattutto la nostra società, in particolare in Italia, dovrebbe avere un rapporto più sereno con le questioni sessuali. Allora si potrebbe davvero capire dove sta la prevaricazione e dove no.

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  2. caro "anonimo",
    ti ringrazio di aver portato questa delicata esperienza.
    capisco la tua posizione e sono d'accordo sul fatto che ogni caso sia da valutare di volta in volta. tuttavia questo non risolve la questione del problema: come non contribuire ad un'operazione criminale e come non violentare una donna costretta a prostituirsi.
    sai darmi una risposta?
    se la prostituzione è l'ultimo anello di una tratta di schiave o di un'attività di sfruttamento, allora o regolarizzi completamente l'attività di prostituzione in modo che una persona sia libera di esercitarla e che, essendo documentata e controllata, possa divenire una scelta professionale e non un'imposizione (in questo modo il cliente che usufruisce del "servizio" in modo illegale verrebbe punito un po' come qualcuno beccato a comprare merci illegali, per intenderci). oppure giudichi illegali e conniventi tutti gli attori che ruotano a questa ambigua attività professionale non controllata, cliente compreso che non può sempre cavarsela con la presunzione di ignoranza.
    delle due, l'una, secondo me.

    per quanto riguarda il problema della sessualità in questa società, la questione è certamente molto complessa e io non so se sono in grado di affrontarla con le dovute conoscenze. purtroppo la sessualità qui non è vissuta liberamente. gli stessi gusti sessuali sono pilotati e imposti culturalmente e mediaticamente mediante la proiezione di modelli a mio avviso piuttosto inumani. questo rende difficoltosa e credo molto poco naturale la sessualità fra gli esseri umani esattamente come tutte le relazioni affettive in generale. ne restano penalizzati molti, spesso persone come te.
    si tratta cmq di un problema di umanità. gli esseri umani non sono liberi di crescere e svilupparsi sia affettivamente che sessualmente perché vivono in una condizione di vita manipolata e ingabbiata. questa è la mia opinione.
    credo cmq che il problema non sia facilmente risolvibile con la mercificazione di qualcosa che non dovrebbe mai avere un prezzo. credo sia come mettere una toppa molto discutibile ad un problema che resta irrisolto. perché per me la sessualità non ha prezzo, è e resta un atto d'amore (in senso lato) da parte di esseri umani che si donano ad altri esseri umani che liberamente lo desirano, non che si danno per ricevere in cambio qualcos'altro.

    grazie cmq per aver aperto una discussione su una questione così importante e delicata, che certamente sarebbe bene approfondire. me ne rendo conto.

    giorgia

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  3. capisco benissimo, Anonimo, quali difficoltà i disabili abbiano nel condurre una vita sessuale.
    Ma non mi sembra che ci siano dei "prostituti" che possano aiutare le donne disabili ad affrontare gli stessi tuoi problemi per godere di una vita sessuale appena appagante.
    L'uso e abuso della prostituzione è un fenomeno prettamente maschile, e per questo ci vuole un intervento che vada a ristabilire il giusto equilibrio per raggiungere una VERA parità tra i sessi.
    Più dignità alle donne (e io aggiungo anche agli uomini, che nel 2010 dovrebbero aver imparato ad usare più il cervello del ......)
    Lorenza

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  4. Notizia di oggi, un'evoluzione svedese ancor più severa della punizione per i clienti:
    http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_24/I-clienti-le-prostitute-e-la-lettera-scarlatta-offeddu_0412fbb6-3715-11df-bfab-00144f02aabe.shtml

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  5. Per caso sono incappata in questo sito ed ho letto la vostra discussione. Volevo lasciare un mio commento.
    Andare con le prostitute è un’abitudine vecchia quanto il mondo. Nasce dalla particolare necessità che hanno i maschi di fare sesso (la stragrande maggioranza dei clienti delle/dei sex workers sono uomini). Anche io Giorgia, pensavo che la sessualità dovrebbe essere un atto d’ amore, qualcosa che possa esistere solo tra persone che si amino veramente , che si conoscano in modo profondo. Ma ho visto che in realtà non è così. Tu ed io siamo donne. Per gli uomini il sesso è diverso.
    I primi tempi che lavoravo mi sperticavo nel cercare di capire. “Sei sposato, vai d’accordo con tua moglie, ma perché vieni?” “ Non ami la tua ragazza?” “La tua compagna ti nega forse il sesso?”. Non c’entra niente di tutto questo…è nel loro DNA…è un istinto primordiale e animalesco (apparteniamo al regno animale anche noi). Per farti un esempio pensa ai comportamenti che la spinta sessuale scatena in alcune specie animali…cervi, leoni, etc….la quotidianità viene sovvertita da lotte furibonde….mentre negli uomini ad essere sovvertita è la razionalità ( eccetto qualche tardona, quante di noi accetterebbero di pagare per fare sesso? Possiamo definirli razionali?)
    Scoparsi una donna giovane e carina (scusa il linguaggio, ma è così che loro intendono quello che noi chiamiamo “atto d’amore”) per loro è una conquista, non si tratta solo di piacere in sé….è visto anche come un’ esperienza, un’emozione in più, un testarsi, un tenere allenata ciò che per loro è un’attività vitale, è sentirsi uomini…Perché con le prostitute? Perché la società in cui loro vivono reprime e punisce certe spinte. Andare con le altre donne normali si, è vero,da più soddisfazione…..ma quanti problemi creerebbe?
    Le prostitute sono più economiche e soprattutto non danno problemi. E personalmente penso sia più onesto andare con una prostituta che sa già di cosa si tratta e che sta lì per questo, piuttosto che con una donna ignara di come verrà usata .
    E’ da qui che nasce la mercificazione…..ma il fenomeno non scomparirà vietando la prostituzione, né punendo i clienti. Bisogna cambiare le menti delle persone, il tipo di sociètà….e i tempi dell’evoluzione si sa….sono quelli che sono….
    Un abbraccio

    Una prostituta

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  6. i maschi vanno a prostitute perchè e nel dna??? siamo esseri umani non siamo bestie che si scannano per l'acqua nella savana. diciamo le cose come stanno, alcuni ci vanno per solitudine, ma sono la minoranza altri perchè cercano uno sfogo o peggio una persona da distruggere a cui far male. vi siete mai chiesti perchè ci sono tante schiave del sesso e i clienti non hanno il cuore di denunciare o segnalare la cosa? volete che uno non se ne accorga? la stragrande maggiornaza delle prostitute sono schiave non esisono non hanno documenti non sono nessuno e spariscono....

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  7. Sono un ragazzo di 30 anni e nell'insieme oggi mi reputo una persona piuttosto affidabile e concreta.

    Malgrado sia tendenzialmente introverso (mi son sempre sentito più a mio agio nello stabilire rapporti profondi con poche persone), a seguito di una relazione finita male, ho iniziato ad incontrare prostitute. Forse a questo punto è meglio specificare che sei anni fa, di punto in bianco, sono stato tradito da quella che, per più un lustro, era stata la mia unica compagna e amica. Di fatto un rapporto adolescenziale inutilmente dilatato e forse marcio in origine (lei, manco a dirlo per scherzo, era molto, troppo gelosa...). Ma una fine così drastica e improvvisa ha sicuramente contribuito nell'accrescere in me un forte disagio che mai avevo provato prima di allora; addirittura, in principio, non riuscivo più a vivere la mia sessualità in maniera appagante.

    Oggi fortunatamente quel malessere è passato: quando mi alzo al mattino sono sereno e quello che vedo allo specchio è tutto un' altro individuo in confronto al "ragazzino abbattuto" di allora. Senza ombra di dubbio sono state proprio ste "donnacce" ad aiutarmi; non solo ho smesso di bere e fumare ma ora finalmente concepisco e vivo il mio corpo in modo assolutamente libero e vivace. Finti moralismi e obsoleti codici etici e religiosi mi rimbalzano; stasera ero a spasso per le vie del centro in compagnia di una (bellissima) ragazza rumena che ho conosciuto scopando; una tantum invece, mi capitano delle super serate con una mia coetanea italobrasiliana che a suo tempo aveva scelto di professare. Secondo me il sesso, anche mercenario, tra adulti consenzienti è sempre un' esperienza meravigliosa e sono del parere che non meriti di essere criminalizzato così come trasformarsi in veicolo di crimini e soprusi.

    Non voglio nemmeno illudervi: ok, le ragazze che io ho avuto modo di frequentare al di fuori dagli incontri han deciso volontariamente di intraprendere quest'attività (lo fanno per soldi e, cari miei, di soldi ne fanno proprio tanti..) ma, per quel che ne possa sapere, quello della prostituzione in Italia non è affatto un mondo felice. L'avvenire di queste ragazze è pur sempre incerto, instabile e quindi doloroso...; per come la vedo io però, non sarà solo il loro quel futuro ad essere compromesso dai molti esseri umani che ancor oggi, nel 2012, hanno meno intelletto, principi e capacità delle bestie..... che si scannano sì nella savana....ma per sopravvivere.

    Mai violenterei una ragazza, anzi porto molto rispetto e ammirazione nei confronti di qualsiasi "puttana", proprio perché, a prescindere dal livello d'esercizio, per lavorare- in Italia- rischia quotidianamente di subire violenza. Ripeto però che tutte le prostitute da me incontrate e poi conosciute e frequentate sono assolutamente libere, con tanto di passioni personali, profili su social network e via dicendo (altro che schiave senza nome e documenti....).

    La mia testimonianza e tutto sto papiro per concludere esclamando che io, cliente, sono:
    1) Contro ogni tipo di sopruso: ogni caso va sempre valutato di volta in volta (ah, ....se mai qualcuno volesse approfondire....sappia che esistono dei forum dedicati dove prostitute e clienti si confrontano condividendo le proprie opinioni ed esperienze) e la violenza non deve mai essere tollerata.
    2) A favore di una prostituzione controllata e regolamentata; il sesso consenziente fa bene e appaga.
    3) D'accordo con quanto scritto in ultima analisi da anonimo. La situazione in Italia ha raggiunto livelli inammissibili; quoto alla lettera quanto scritto da lui:
    "Un rapporto più sereno con le questioni sessuali è necessario. Allora si potrebbe davvero capire dove sta la prevaricazione e dove no".

    Un caro saluto a tutti e scusate se mi sono tanto dilungato.

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