domenica 8 novembre 2009

Per lo Stato una donna, per la Chiesa no.

Oggi voglio parlare di un caso di discriminazione di genere che traccia in maniera sempre più evidente un solco profondo fra la Chiesa delle alte cariche e la Chiesa "dal basso", quella che i valori di Cristo li incarna ogni giorno con gesti rivoluzionari, appassionati e d'amore senza misura. E che non ha bisogno del crocefisso in classe per diffonderli.

A Firenze ho conosciuto un prete che l'amore di Cristo verso gli ultimi ce l'aveva tutto addosso. In quel periodo mi occupavo di promuovere il microcredito ed una delle realtà italiane pioneristiche di queste iniziative era stata proprio la Comunità delle Piaggie, alla periferia di Firenze. Un territorio difficile eppure da qualche tempo ricco di fermento, proprio grazie a Don Santoro, con una lucidità ed una passione che mille politici insieme non avrebbero raggiunto: dal doposcuola per i bambini alla scuola di alfabetizzazione per adulti e stranieri; dal recupero e riciclaggio dei rifiuti all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate; dal commercio equo e solidale al fondo di microcredito; dal giornale l’Altracitta’ alla casa editrice Edizioni Piagge.

Don Santoro nei giorni scorsi aveva celebrato un matrimonio decisamente non convenzionale: quello fra Fortunato e Sandra, sessantaquattrenne cattolica praticante, che aveva una particolarità: era nata uomo ed ora, 30 anni dopo essere diventata donna anche per la legge italiana, era stata finalmente trattata come una qualsiasi altra fedele.
Le gerarchie ecclesiastiche avevano minacciato di invalidare il matrimonio e di far pagare un prezzo molto alto ad Alessandro Santoro per questo atto di “disobbedienza”. Ma il prete non ha desistito.

Apprendo solo in queste ore che Don Santoro recentemente è stato rimosso dalla comunità delle Piagge dal Vescovo di Firenze. A lui va il nostro GRAZIE per aver avuto il coraggio di celebrare l'amore anche a costo dell'esilio. Leggo gli articoli che parlano di lui, rivedo il suo volto e la sciarpa della pace legata al suo collo e penso a quanti Cristi che si schierano dalla parte degli ultimi continuiamo a crocefiggere.

Fonte: Altracitta.org.
A questo link è inoltre possibile anche aderire alla campana di solidarietà per Don Santoro.

2 commenti:

  1. Carissima Giorgia mi associo al tuo post, la chiesa è sempre più lontana dal suo gregge. Immobile in una società che cambia, ottusa e cieca nei confronti dei suoi preti che invece hanno saputo avvicinarsi alla gente.
    A proposito del crocefisso vi segnalo questo articolo di Travaglio
    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2373449&yy=2009&mm=11&dd=05&title=ma_io_difendo_quella_croce

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  2. Anche io ho avuto il piacere di conoscere don Alessandro. Per due anni è stato il mio prof di religione alle superiori. All'epoca ancora non era andato alle Piaggie. Ricordo che riusciva a scuotere i nostri animi e a farci affrontare discorsi impegnativi. Già all'epoca si notava la sua personalità e la sua mentalità non in linea con la Chiesa ufficiale. Mi sono sempre domandato perchè si sia fatto prete. Era consapevole che unendo in matrimonio la Alvino e suo marito avrebbe scatenato un terremoto. Innanzitutto il matrimonio sarebbe risultato non valido e poi che ci sarebbero stati provvedimenti nei suoi confronti che puntualmente sono arrivati. Sapeva tutto, ma lo ha fatto. Voglia di creare per forza una polemica? Può darsi. Spero però che don Alessandro abbia la possibilità di continuare a fare del bene anche lontano dalle Piaggie, Credo proprio che continueremo a sentir parlare di lui.

    Alberto

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