lunedì 12 ottobre 2009

Ipazia /2, il film che non vedremo mai

In uno degli ultimi post avevamo parlato di Ipazia. Ora, segnalo un interessante articolo di Flavia Amabile su La Stampa e ripreso da Women.it, di cui riporto un estratto:

"Dopodomani sarà nelle sale spagnole, il 26 novembre in quelle israeliane, il 18 dicembre dovrebbe arrivare anche negli Stati Uniti e, probabilmente, a gennaio prossimo in Francia. Accompagnato da polemiche, destinato a far discutere, è il film 'Agorà', del regista Alejandro Amenabar, un ritratto di Ipazia, matematica alessandrina, inventrice del planisfero e dell’astrolabio. Ma soprattutto un duro atto d’accusa contro tutti i fondamentalismi religiosi.

Hanno acquistato i diritti per farlo arrivare sul grande schermo anche a Taiwan, in Thailandia e in Grecia. In Italia per il momento tutto tace. I produttori l’hanno guardato con attenzione al Festival di Cannes a maggio, quando era stato presentato fuori concorso. Poi una lunga pausa di riflessione. Così lunga e così silenziosa da aver fatto pensare a molti a qualcosa di più di una semplice valutazione dal sapore economico-aziendale. Sulla rete hanno incominciato a circolare voci sempre più insistenti di pressioni per evitare che il film venisse proiettato nelle sale italiane.

Ad un certo punto, dalle voci si è passati ad una petizione rivolta ai produttori e distributori del film "per provare a voi e ai media che esiste un gran numero di persone" che invece aspettano di vedere il film. La petizione è passata di sito in sito e di gruppo in gruppo su Facebook. In pochi giorni ha superato le settecento firme aiutata anche dall’uscita in questi giorni di un libro su Ipazia («Ipazia, scienziata alessandrina», La Lepre edizioni). "Oggi la chiesa tenta nuovamente l'opera di cancellazione di questa figura scomoda", spiega Mario su Facebook per invitare a firmare la petizione.

'Non voglio parlare di censura - aggiunge Jan Klaus Di Blasio, l'autore della petizione - ma deve far riflettere la mancanza di testi sul Neoplatonismo e su Ipazia. Ad esempio, il volume 8 della serie Storia della Filosofia Greca e Romana di Giovanni Reale, Bompiani, l'unico volume non disponibile e dal titolo "Plotino e il Neoplatonismo Pagano".

Ha firmato anche Piergiorgio Odifreddi, matematico, saggista, e soprattutto fiero anticlericale. «La figura di Ipazia è esemplare. Era una matematica, donna di grande cultura, la sua fu la prima battaglia tra scienza e fede. La perse, divenne prima martire della scienza per mano di uomini mandati dal vescovo di Alessandria, Cirillo. Sono trascorsi milleseicento anni ma siamo ancora allo stesso punto».[...]

"Le similitudini tra quei tempi lontani e oggi sono molte", aveva ammesso Amenabar alla presentazione a Cannes. "Questo film non è certo contro una o l'altra delle religioni ma contro ogni eccesso, ogni fondamentalismo e ortodossia". [...]"

(Flavia Amabile, La Stampa)

15 commenti:

  1. Ho firmato la petizione. Ho letto l'articolo con un certo malessere; se ci fossero state realmente delle pressioni da parte della Chiesa sarebbe veramente gravissimo. Stiamo ad spettare.

    RispondiElimina
  2. è che io vorrei proprio vederlo questo film... :(

    RispondiElimina
  3. Firmata la petizione. Simona, certo che sarebbe gravissimo se ci fossero state delle pressioni da parte del Vaticano, ma non mi stupirebbe. Le ingerenze della Chiesa sulla vita dei privati cittadini e sull'operato di chi governa loro, vengono esercitate sistematicamente, e purtroppo riguardano questioni di fondamentale importanza.

    RispondiElimina
  4. Sì Elisabetta, è vero, posso capire la questione della pillola, dell'aborto, del preservativo, ma impedire la diffusione di un film perché è scomodo non è più difesa della propia causa ma becero oscurantismo; questo mi fa veramente paura, mi sento nel Medioevo! Speriamo che non sia così...
    Oltre a questo, sento da tempo il bisogno di confrontarmi con i principi della religione cattolica per quanto riguarda la considerazione della donna. Sento l'esigenza di approfondire seriamente l'argomento leggendo libri o anche andando a parlare con un esperto per smettere di ragionare per luoghi comuni e falsità. Non so voi, ma io non potrei credere in una religione che consideri le donne VERAMENTE inferiori all'uomo.

    RispondiElimina
  5. Questa storia del Vaticano che si preoccupa di un film proprio non la credo. Tuttavia mi dispiace non poterlo vedere. Chissà perchè non viene distribuito.

    Alberto

    RispondiElimina
  6. Gentile Simona, è forse inutile ricordare la considerazione che la Chiesa ha avuto verso le donne nel passato, a cominciare da san Paolo che scriveva agli Efesini: "Le donne siano soggette ai loro mariti come al Signore, poiché l'uomo è capo della donna come anche il Cristo è capo della chiesa" (Ef 5,21).
    La Chiesa stessa ha riconosciuto i gravi errori commessi nei riguardi della donne. Giovanni Paolo II, nella lettera alle donne (Il Papa e le donne - Tascabili Newton - 1995) scriveva: "Siamo purtroppo eredi di una storia di enormi condizionamenti che, in tutti i tempi e in ogni latitudine hanno reso diffcile il cammino della donna, misconosciuta nella sua dignità, travisata nelle sue prerogative, non di rado emarginata e persino ridotta in servitù...Ma se in questo non sono mancate...responsabilità oggettive anche in non pochi figli della Chiesa, me ne dispiaccio sinceramente". Si dà il caso però che lui stesso, il Papa, continuava ad essere soggetto ai condizionamenti, come lo sono tuttora gli uomini della Chiesa. Giovanni Paolo II, nella Enciclica Evangelium vitae, mette con sconcertante disinvoltura l'aborto sullo stesso piano del fraticidio perpetrato da Caino, dimenticando tranquillamente che all'origine del tremendo delitto biblico c'erano l'odio e la gelosia, sentimenti che non sono, ovviamente, all'origine dell'aborto.
    Ancora oggi decisioni che riguardano le donne, sono prese da soli uomini. Esempio emblematico è la negazione del sacerdozio alle donne. La Chiesa è in mano a soli uomini, i quali, poiché non vogliono cedere questo potere alle donne (non sia mai lo Spirito Santo dovesse scegliere poi un papa donna!), trovano pretesti che non si basano né sul vangelo né sulla ragione.

    RispondiElimina
  7. Caro Renato, la ringrazio per il suo commento, sono d'accordo con lei su tutta la linea e credo anche che il cattolicesimo abbia fatto danni enormi alla donna. Sa che ogni tanto, nel profondo, mi chiedo se poi non abbiano ragione loro? La mia risposta razionale ovviamente è no, ma noi donne andiamo a catechismo da bambine...
    Sarei curiosa di vedere come mi risponderebbe un prete. Mi direbbe in faccia, con parole gentili, che sono nata inferiore o mi darebbe un'interpretazione moderna della Bibbia, tipo (come ho già sentito) che la donna è "seconda tra due pari"? Sono mirabolanti le cose che si possono fare con le parole... Oppure mi direbbe che uomini e donne hanno pari dignità ma che è solo per tradizione che il potere ce lo hanno loro?
    Ah, come lo sento vicino il Medioevo!

    RispondiElimina
  8. Salve Renato
    Vorrei farti notare una frase del passaggio di Giovanni Paolo II che hai citato. Il papa si rammarica delle "...responsabilità oggettive anche di non pochi figli della Chiesa..." Non ha detto "Responsabilità della Chiesa", ma "Figli della Chiesa". E' una sottigliezza non da poco. Di fatto, dal loro punto di vista dottrinale, la Chiesa non può sbagliare perchè è stata fondata direttamente da Gesù, casomai possono sbagliare quelli che la compongono, taluni preti, vescovi e papi che essendo uomini possono essere indotti dall'errore e dal peccato come "l'abuso di potere". Il papa non ha mai detto che la Chiesa ha fatto degli errori (ci mancherebbe!), ma coloro che l'hanno composta infangando il nome stesso della Chiesa. La Chiesa è Santa e quindi immune da qualsiasi errore e da qualsiasi critica (dal punto di vista dottrinale).
    In seconda istanza, e mi rivolgo a tutti, se c'è stato del maschilismo nella nostra storia va imputato a un fatto culturale generale. Forse dovremmo approfondire certi concetti antropologici. Di fatto è un'ingiustizia bella e buona. Ma non credo che la colpa sia del cristianesimo: perchè, prima di Cristo come stavano le donne? e nelle altre religioni come l'islam, l'induismo ecc...?
    Penso che si debba combattere per un mondo migliore e per una vera parità tra i sessi, ma questa battaglia va fatta bene. Soffermarsi ad uno sterile anticlericalismo può portare, a mio avviso, a ben magri risultati.

    RispondiElimina
  9. Per Simone
    Gentile Simone, mi pare sin troppo ovvio che quando il Papa parla della Chiesa intenda "Chiesa - popolo di Dio, corpo di Cristo, Tempio dello Spirito Santo", e quindi debba fare la distinzione che ha fatto; ed è altrettanto ovvio che quando il sottoscritto, oppure i giornali e la televisione (Tg) parlano della Chiesa, di norma intendano alludere alla gerarchia ecclesiastica, vale a dire ai papi, ai cardinali, ai vescovi, ecc. I figli della Chiesa di cui parlava Giovanni Paolo II, sono proprio papi, cardinali, vescovi, ecc.
    Nessuno sta dando la colpa al cristianesimo del maschilismo presente nella nostra storia. Si stava parlando delle precise responsabilità della Chiesa (intendo papi, vescovi, preti), la quale (intendo i quali) calpestando gli insegnamenti di Cristo, ha seguito tranquillamente il maschilismo imperante, anziché combatterlo. Ma è anche arrivata a nefandezze terribili proprio in nome del Dio del vangelo che predicava la non violenza, l'amore persino per i nemici, e il perdono.
    Fare un elenco di questi crimini, mi sembra superfluo. Basti pensare a quante creature innocenti (streghe) sono state bruciate sul rogo, dopo essere state torturate ed essere state costrette a confessare di essersi unite carnalmente al diavolo. E stiamo parlando di molti molti secoli (dal 1590 al 1630 la credenza nelle streghe raggiunse il culmine) dopo la venuta di Cristo. Cattolici e protestanti non si differenziarono nel perseguitare e condannare al rogo le streghe, le quali spesso erano belle donne, il che le rendeva ancora più sospettabili di stregoneria...
    Ma, lasciando da parte il passato, il problema è che la Chiesa attuale, la quale dovrebbe dare il buon esempio, è spudoratamente maschilista.
    E' mai possibile, infine, gentile Simone, che chiunque parli degli errori della Chiesa debba essere definito anticlericale? Non dovrebbe essere un dovere per un buon cristiano, qualora intraveda errori dei fratelli, farglieli civilmente notare?
    Renato

    RispondiElimina
  10. Salve
    Renato, penso che il Simone a cui ti rivolgi dovrei essere io (?)
    Voglio chiarire a scanso di equivoci che sono ateo e non ho nessun intenzione di fare il difensore del diavolo, pardon, della Chiesa.
    Mi scoccia però notare che spesso l'argomento Chiesa venga spesso affrontato con una certa superficialità.
    E poi cosa vuol dire che la Chiesa attualmente è maschilista? Vorresti vedere una donna dire messa? Sinceramente preferirei vedere una donna al capo del governo.
    Inoltre ogni cristiano, e ogni laico, e ogni ateo ha il sacrosanto diritto di criticare la Chiesa Cattolica, ma attenzione a distinguere la Chiesa come religione che praticamente è inattaccabile e la Chiesa come organizzazione che invece può essere criticata. Per esempio mi ineresserebbe sapere che fine fa il mio 8x1000 e mi posso anche arrabbiare su questo argomento, ma per quanto riguarda le regole religiose, della disciplina interna e della morale, quelle sono cose loro: è dopotutto una religione.
    Alberto

    RispondiElimina
  11. si, alberto, ma è innegabile che la religione cristina abbia influenzato in senso negativo l'emancipazione della donna nel nostro paese. a cominciare dalla dottrina stessa che vede dei e profeti maschi e donne come vergini o prostitute/adultere (in passato non era sempre così, le religioni pagane davano molto spazio alla dea e al divino femminile, alle sacerdotesse, al legame con la natura che a sua volta era legato ai clicli femminili), per finire poi con le regole interne che si è data che hanno di fatto accantonato la donna a ruoli minori.

    RispondiElimina
  12. Ciao Giorgia
    capisco il tuo rammarico, e del resto va capito dove sta l'origine del cristianesimo (almeno questo è il mio pensiero). Per l'appunto il cristianesimo viene legalizzato con Costantino, cioè in un periodo in cui l'imperatore stava trasferendo la capitale a Costantinopoli facendo decadere la millenaria cultura romana classica a favore della cultura ellenica che iniziò ad essere di grande moda in quell'epoca. Quando i cristiani uscirono allo scoperto e poterono erigere le chiese e studiare una liturgia che ancora non avevano fu preso a modello la cultura greco-ellenica e quindi avanti con lo sfarzo, gli ori, gli incensi, la tiara, i flabelli, e altre cose e infine pure un modo di ragionare e pensare il rapporto uomo/donna tipicamente greco-ellenico. Come del resto era pure san Paolo (un ellenico). Per inciso la grecia classica del periodo di Pericle era tutto un'altra cosa. Dopo le avventure di Alessandro Magno furono unite gli stili greci con la cultura millenaria del medio oriente (egiziana, babilonese, persiana, ecc...) Questa è la cultura ellenica. Purtroppo è una cultura maschilista. Se la cultura mediterranea è così solare e benigna, con la madre terra e i suoi frutti in abbondanza, le culture mediorentiali sono invece tradizionalmente più austere, con una natura arida, matrigna e con la forza preponderante del guerriero che riesce a conquistare l'oasi per la sopravvivenza. Il rapporto uomo/donna nel medio oriente da tempi antichissimi è stata diversa, e il cristianesimo purtroppo ha avuto questa base. Se il cristianesimo non fosse stata perseguitato nei primissimi secoli forse avrebbe preso a modello la cultura classica-romana e forse sarebbe stata tutta un'altra cosa.
    Tendo ad essere fatalista, lo so, ma mi verrebbe da dire che purtroppo la storia è andata così e quindi mi pare inutile fare recriminazioni, piangere sul latte versato, e dare contro l'istituzione cattolica. Non so quanto può essere utile, io punterei di fare pressione sulle istituzioni laiche. Oggi che per fortuna abbiamo lo stato di diritto dobbiamo cercare di sfruttare questa potenzialità e lasciare la Chiesa a se stessa e togliergli una volta tanto tutta questa importanza che gli si vuole dare.

    RispondiElimina
  13. Caro Alberto chiedo scusa per l'equivoco; mi rivolgevo a lei, infatti. Credo di avere già spiegato a sufficienza, rispondendo a Simona, perché la Chiesa è stata ed è tuttora maschilista. La sua opinione personale sul sacerdozio alle donne, resta un'opinione sua personale. Un'opinione molto maschilista. Posso dimostrare in base alla ragione ed al vangelo che la Chiesa (gerarchia ecclesiastica) sbaglia negando il sacerdozio alle donne. Però, vede, caro Alberto, io sono entrato in questa conversazione, solo perché ho avuto l'impressione che Simona avesse bisogno di chiarimenti. Non credo sia il caso di mettermi a discutere con lei, per il semplice fatto che mi sembra di non "combattere" ad armi pari. Si dà il caso, infatti, che il sottoscritto, conosca profondamente la materia, avendo scritto e pubblicato tre libri d'argomento religioso, ed avendo insegnato per molti anni religione cattolica nelle scuole medie superiori. Ciò premesso, una spiegazione la dò volentieri a chi me la chiede, anche se non ho molto tempo a disposizione.
    Renato

    RispondiElimina
  14. Salve Renato
    mi fa piacere allora discorrere con te. So da adesso che potrò altro che imparare. Al riguardo della mia opinione sul sacerdozio femminile, rimane infatti una mia opinione. Peccato che sono stato frainteso, non volevo essere maschilista, ma visto che sono ateo il mio punto di vista al riguardo non può essere altrimenti. Cioè, visto che i tampi fortunatamente stanno cambiando (almeno in occidente) e non è più come nei secoli passati e visto che la donna può finalmente lottare per una emancipazione totale con la speranza di ottenere quelle cariche che le sono state precluse, perchè, mi donando, si deve perdere tempo ed energie preziose per ottenere, guarda un po', il sacerdozio femminile? Quindi, ribadisco, non è un opinione da maschilista, ma da ateo.
    cordialmente
    Alberto

    RispondiElimina
  15. Ma allora dov'è il pensiero di Gesù Cristo? Quali sono i principi su cui si deve riflettere per avere un'opinione sulla religione? (la questione della fede mi è sempre sembrata una gran fregatura). E soprattutto, in base a questi principi non corrotti dalla contingenza, qual è lo statuto della donna rispetto all'uomo? Perché anch'io come Giorgia vedo profeti maschi e donne vergini o prostitute. Posso

    RispondiElimina