mercoledì 30 settembre 2009

Storie di donne: Ipazia, la prima scienziata vittima del fondamentalismo

Un estratto dalla prefazione di Margherita Hack del libro "IPAZIA. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo d.c.":

"Ipazia era nata ad Alessandria d’Egitto intorno al 370 d.C., figlia del matematico Teone. Fu barbaramente assassinata nel marzo del 415, vittima del fondamentalismo religioso che vedeva in lei una nemica del cristianesimo, forse per la sua amicizia con il prefetto romano Oreste che era nemico politico di Cirillo, vescovo di Alessandria.

Malgrado l’amicizia con Sinesio, vescovo di Tolemaide, che seguiva le sue lezioni, i fondamentalisti temevano che la sua filosofia neoplatonica e la sua libertà di pensiero avessero un’influenza pagana sulla comunità cristiana di Alessandria.

L’assassinio di Ipazia è stato un altro atroce episodio di quel ripudio della cultura e della scienza che aveva causato molto tempo prima della sua nascita, nel III secolo dopo Cristo, la distruzione della straordinaria biblioteca alessandrina, che si dice contenesse qualcosa come 500.000 volumi, bruciata dai soldati romani e poi, successivamente, il saccheggio della biblioteca di Serapide. Dei suoi scritti non è rimasto niente; invece sono rimaste le lettere di Sinesio che la consultava a proposito della costruzione di un astrolabio e un idroscopio.

Dopo la sua morte molti dei suoi studenti lasciarono Alessandria e cominciò il declino di quella città divenuta un famoso centro della cultura antica, di cui era simbolo la grandiosa biblioteca. Il ritratto che ci è stato tramandato è di persona di rara modestia e bellezza, grande eloquenza, capo riconosciuto della scuola neoplatonica alessandrina.

Ipazia rappresenta il simbolo dell’amore per la verità, per la ragione, per la scienza che aveva fatto grande la civiltà ellenica. Con il suo sacrificio comincia quel lungo periodo oscuro in cui il fondamentalismo religioso tenta di soffocare la ragione.Tanti altri martiri sono stati orrendamente torturati e uccisi. Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno fu mandato al rogo per eresia, lui che scriveva: «Esistono innumerevoli soli; innumerevoli terre ruotano attorno a questi, similmente a come i sette pianeti ruotano attorno al nostro Sole. Questi mondi sono abitati da esseri viventi». Galileo, convinto sostenitore della teoria copernicana, indirettamente provata dalla sua scoperta dei quattro maggiori satelliti di Giove, fu costretto ad abiurare.

Il fondamentalismo non è morto. Ancora oggi si uccide e ci si fa uccidere in nome della religione. Anche nei nostri civili e materialistici paesi industrializzati avvengono assurde manifestazioni di oscurantismo, come in alcuni stati della civilissima America in cui si proibisce di insegnare nelle scuole la teoria dell’evoluzione di Darwin e si impone l’insegnamento del creazionismo. Su questa strada di ritorno al Medioevo si è messa anche la nostra ministra dell’Istruzione (o dovremmo dire della distruzione?) tentando di cancellare la teoria darwiniana dalle scuole elementari e medie. Perché? Per ignoranza? Per accontentare una Chiesa cattolica che non mi sembra ingaggi più queste battaglie perse in partenza."

(Fonte: Micromega)

2 commenti:

  1. ciao, invito tutt@ a firmare la petizione perchè il film Agorà di Amenabar, che racconta la storia di Ipazia, donna e scienziata Alessandrina, trucidata dai cristiani, trovi distribuzione in Italia a dispetto della censura vaticana. www.petitiononline.com/agorait/petition.html
    grazie

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  2. Ciao Giorgia, sono Alberto!
    Hai fatto bene a ricordare la storia di Ipazia, martire della conoscenza e vittima della stupidità umana. E purtroppo la stupidà percorre i secoli e non ha perso il suo vigore. Hai fatto bene anche a puntare l'indice sull'integralismo religioso che trasversalmente ha inzozzato tutte le civiltà in ogni periodo.
    Però mi raccomando, un consiglio da amico, non fare confusione mettendo in un unico post le vicende di Ipazia, di Bruno, Galilei, e dei puritani americani. Sono storie diverse che meritano ognuno approfondimenti a parte. Altrimenti si fa confusione alimentando solo l'incomprensione.
    Ti abbraccio
    Alberto

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