lunedì 28 settembre 2009

La lezione di Tarantini

Viviana ci manda una sintesi dell'articolo "La lezione di Tarantini" di Silvia Truzzi pubblicato sul nuovo quotidiano Il Fatto:

“Ho pensato che le ragazze e la coca fossero una chiave d’accesso per il successo in società” dice Tarantini al processo.
Molte donne, in questi mesi di pornografico elogio delle più anatomiche virtù muliebri, avvertono fastidio. Almeno le etère (escort antiche) erano colte e quelle del boudoir non erano le uniche doti di cui avevano conoscenza.
Se il cammino dell’uomo (e della donna) non porta a un’evoluzione, che progresso è?
Dal 1946, anno della (gentile) concessione del voto a oggi, le donne italiane hanno conquistato libertà, indipendenza, istruzione, emancipazione. Restano legacci da cui liberarsi?

Un es. per tutti: l’obbligatorietà della bellezza. Oggi, se non sei bella, non sei. L’estetica di plastica impone canoni inarrivabili se non per via chirurgica. Così il nostro corpo non è la forma esterna del nostro essere, ma solo un oggetto condannato all’inadeguatezza.

Il disagio che le donne italiane .. deve portarci più che a una riflessione… Il rischio di tornare indietro anni luce e scivolare di nuovo nel precipizio della subordinazione è tanto più alto quanto più ne siamo inconsapevoli.

Nelle ventenni di oggi c’è ancora una nonna a cui veniva detto”taci” e chiesto di esistere solo nella relazione con uomini di cui era madre, sorella, moglie.
Che abbiamo studiato a fare se l’ambizione massima è avere forme compatibili con la bella presenza per sfondare in tv?

Un gioco sul web fa impazzire le ragazzine, si chiama MissBimbo. Funziona così: la fanciulla accede a vari livelli quanto più ha successo. Se ha un boyfriend ricco, una casa lussuosa, un cospicuo conto in banca. Obiettivi che si raggiungono comprando bei vestiti, frequentando locali esclusivi, andando dal chirurgo estetico, prendendo pillole per dimagrire. Manca solo la cocaina.

Fra il passatempo di una quattordicenne su internet e l’interrogatorio di un signore che chiamiamo imprenditore e invece sfrutta le ragazze, che differenza c’è?
Vietato non rispondere."

(Da Il Fatto)

3 commenti:

  1. è ormai da un po' che ti leggo, trovando ciò che scrivi moto interessante e, putroppo, in molti casi tristemente vero.
    Ti segnalo un articolo, che mi è parso terribile.

    http://spettacoli.tiscali.it/articoli/cinema/09/09/28/brigitte_bardot_intervista_gianni_canova_741.html

    Meglio morte che vecchie? A questo siamo arrivati? O, come mi auguro, ho interpretato male io?

    ciao e scusa per il commento "fuori tema"

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  2. Beh, io direi piuttosto "Meglio morti che vecchi" perché il concetto era esteso ad entrambe i sessi (infatti veniva citato anche James Dean).
    L'affermazione è certamente discutibile, ma non credo, in quel contesto, sessista. :)

    Il tema della non accettazione della vecchiaia è cmq interessante e va approfondito. Perché nasconde dei rospi grossi come una casa di cui siamo, secondo me, un po' tutti schiavi (noi donne in primis!).

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  3. beh, meno male... si vede che mi sono talmente arrabbiata per il titolo che ho letto male il contenuto!
    (vecchiaia? rospi? ...ora scusa ma devo correre in palestra!!!)

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