lunedì 3 agosto 2009

Una vita che non conta

In merito alla notizia della recente legalità della pillola abortiva, su cui si stanno sprecando i pareri e gli anatemi dei più disparati interlocutori, riportiamo di seguito l'opinione di Viviana Vivarelli, gestore della newsletter Masada:

"Al sondaggio di Repubblica sulla pillola del giorno dopo il 90% ha risposto che ritiene giusto introdurla. Solo il 9% ha risposto di no. Sarebbero questi i famosi cattolici che il papa pretende comandare?

Intanto risulta che l’Italia e’ il paese col tasso di aborti tra i piu’ bassi d'Europa. Nel 2008 sono stati 121 mila, il 4% meno dell'anno precedente e il 48% meno del 1982. I nemici della pillola sono arrivati a parlare di “clandestinita’ legale”!!

Natalia Aspesi scrive: “Tra i detrattori della povera Ru486 ci sono quelli che sbandierano i 29 decessi che avrebbe causato non si sa in quanti anni ne’ in quanti paesi: sinceramente quando l'aborto era clandestino e quindi illegale, e al posto della chirurgia c'erano i ferri da calza e della pillola il decotto di prezzemolo, erano migliaia all'anno le donne che morivano. E a meno che ai nostri difensori dell'embrione interessi solo la sopravvivenza delle donne portatrici dello stesso, e da tener quindi lontane dalla eventuale pericolosita’ della pillola, bisognerebbe impedire agli italiani tutti di guidare la macchina visti i più di 5000 morti l'anno sulle strade, e anche in alcuni casi di lavorare, contando i tre morti al giorno su impalcature, pozzi, fornaci ecc.”..

”… da anni si dicono sempre le stesse cose, anno dopo anno, non solo contro la legge che consente l'interruzione di gravidanza (quella clandestina non interessa), ma anche contro la prevenzione, gli anticoncezionali, i condom, ugualmente degni di scomunica. Si vorrebbe che almeno per una volta visto che siamo anche noi, povere italiane, cittadine d'Europa piu’ che del Vaticano, non si facesse tanto ripetitivo casino attorno a quell'interruzione di gravidanza che non sara’ mai sconfitta ne’ da leggi proibizioniste, ne’ da anatemi vescovili, ne’ dal dolore individuale o dal senso di irrimediabile perdita: perche’ questa e’ la vita delle donne, oggi di quelle piu’ povere, piu’ abbandonate e piu’ sole, e meno male che adesso c'e’ (speriamo) la Ru486.”

Ogni tre giorni una donna europea viene uccisa da un maschio nella cristiana Europa. Ma su questa morte non abbiamo sentito una sola parola dal Vaticano."

di Viviana Vivarelli
Fonte: http://masadaweb.org

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