sabato 15 agosto 2009

Toccare le colleghe? Sì ma senza «intenti libidinosi»

Dal Corriere della Sera (estratto):

"Toccava le colleghe di lavoro. Ma in maniera scherzosa, come modo di fare abituale, senza provare alcune «ebbrezza sessuale» o intenti libidinosi. Per questo la Cassazione ha confermato l'assoluzione di un lavoratore extracomunitario, Kadri O., dall'accusa di violenza sessuale per la quale, in primo grado, era stato condannato ad un anno e due mesi di reclusione (pena sospesa dalla condizionale). In appello, invece, Kadri era stato assolto, il 28 novembre 2008, con la formula perchè il fatto non sussiste.

Il processo era nato dalla denuncia sporta da una collega di Kadri, stanca delle sue mani lunghe. In tribunale era emerso che (come rileva la Cassazione nella sentenza 30969) «Kadri O. era solito praticare scherzi di cattivo gusto toccando le colleghe di lavoro e così ponendo in essere un comportamento di certo poco raffinato e abituale». Tuttavia dalle stesse testimonianze era anche risultato che nel comportamento dell'uomo non era ravvisabile alcune «ebbrezza sessuale» in quanto, toccando le colleghe «non voleva soddisfare la propria libido». Contro l'assoluzione di Kadri O. aveva fatto ricorso in Cassazione la Procura generale della Corte d'Appello di Bologna. (...)

"È una sentenza «nauseante»: così la presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Moscatelli, definisce la decisione della Cassazione di annullare la pena ad un uomo che toccava le colleghe. «Intanto - dice - vorrei sapere come è stata misurata la libidine, ma sono molto preoccupata per il messaggio, assurdo, che la sentenza lancia agli uomini. Vorrei che fosse chiaro: anche se si sfiora una mano e non è gradito, è un comportamento da non tenere. Le donne non sono oggetto». La presidente, che guida l'associazione che si occupa di violenza alle donne, sottolinea poi che «è inutile inasprire le pene, fare nuove leggi, se poi si mandano messaggi così assurdi e così sbagliati. È un fatto del tutto dannoso».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Pia Covre, del Comitato diritti delle prostitute: la sentenza dimostra «che ancora la donna non è rispettata», dice. È una sentenza - osserva Covre - «non giusta e non vera. Sono io a determinare se uno mi può toccare o meno. E se una persona si è rivolta ad un tribunale vuol dire che c'è stato un abuso e che quindi quell'atto non era permesso.
Spetta alla donna decidere se farsi toccare e come, secondo i propri gusti»

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Chiariamo una cosa, così si capisce subito come la penso: a me, che uno mi tocchi per scherzo, per affetto o perché poverino è esagerato nei modi ma non lo fa apposta, non me ne frega niente. Se uno non si sa limitare è un problema suo, che io non devo subire. Perché sono una persona che ha dei diritti, come quello di decidere se farmi toccare o meno.
Ogni cosa che viene fatta ad una donna, così come a qualsiasi essere umano, non consenziente è un abuso.


4 commenti:

  1. Bastava una multicina...mica si pretende che venga condannato ad una anno di galera come è successo ad un povero diavolo che ha toccato il culo ad una signora. A volte la ratio della giustizia proprio non la capisco: o troppo o troppo poco, una sentenza esemplare e un'assoluzione piena. Mah? Il fatto poi che la cosa fosse scontata e abituale non è un'aggravante?

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  2. @Marco B.
    Scusa, stai facendo dell'ironia o parli seriamente?
    Davvero pensi che sarebbe bastata "una multicina"? Quel "povero diavolo" (eh si...poverino che se ne va in giro a molestare una donna e poi lo condannano pure...adesso sono io ironica) magari durante il periodo trascorso in prigione potrebbe aver capito che le donne non sono oggetti da toccare a propria discrezione.
    E perchè non si dovrebbe pretendere che Kadri venga condannato anch'esso?? Credo invece che sia decisamente auspicabile.

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  3. No, parlo seriamente. Una multa modesta per un abuso modesto. Non facciamo quelli delle gride manzoniane, un anno di galera per una toccata di sedere è assurdo e non è un'apologia di reato, solo un invito alla misura, quel tizio è vittima di malagiustizia. Quanto a questo Kadri non capisco il perchè dell'assoluzione ma pensare a lui che viene detenuto è pura fantascienza. Pena pecuniaria. Perchè tu che gli daresti?

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  4. Perchè Kadri non dovrebbe essere detenuto?
    Si tratta di molestia sessuale sul luogo di lavoro. Prova ad immaginare (è difficile se non ci sei passato e se sei un uomo, ma comunque puoi tentare) cosa si può provare sapendo che ti devi recare in ufficio avendo l'angoscia di doverti sottrarre alle mani lunghe di un collega in vena di "scherzi" o "dimostrazioni di affetto" che tu neanche lontanamente desideri.
    L'umiliazione e il disagio che conseguono ad un "modesto abuso" sono tutt'altro che modesti.
    Non rispondo alla tua ultima domanda perchè non riuscirei a quantificare una pena definibile giusta, ma il mio buon senso mi dice che giusto sarebbe stato un adeguato periodo di detenzione.

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