martedì 4 agosto 2009

Qualcosa è cambiato?

Ancora un’altra campagna (“Le fantastiche 4” dell’Università Alma Mater) recentemente segnalata nella rubrica Occhio allo spot di Vita da Streghe è stata ritirata: non tutta la pubblicità ma solo l’immagine della 4 ragazze, che poi era in definitiva l’oggetto della contestazione. Trovate qui l’articolo.

Un'altra campagna ritirata. Un altro segnale che ci fa capire che la strada per cambiare le cose forse è quella giusta.

Sul blog di Lorella Zanardo , autrice del documentario “Il corpo delle donne”, ho lanciato nei giorni scorsi, fra i commenti, l’idea di attivare una sorta di campagna di segnalazione delle pubblicità offensive, che oggi viene proposta dall’autrice stessa del blog come una possibile iniziativa concreta per cambiare le cose.

La Zanardo sottolinea inoltre come, oltre alle pubblicità ritirate, “nelle ultime puntate di Sarabanda Belen Rodriguez si copre in qualche modo il lato B (e la telecamera abbandona la curiosità ginecologica per qualche secondo) mentre sale le scale del trampolino della piscina.” e che “Novella 2000 nel suo penultimo numero tratta il tema della chirurgia estetica avanzando per la prima volta l’ipotesi che forse non è sempre una buona idea sottoporsi ad interventi chirurgici per modificare il proprio aspetto.”

Saranno solo gocce nell’oceano di una cultura dura a morire o importanti segnali di cambiamento?
Io preferisco pensare alla seconda ipotesi e lancio anche dal blog Vita da Streghe la mia proposta nella bottiglia!

Creiamo un contenitore strutturato dove raccogliere tutte le segnalazioni di pubblicità offensive, stiliamo una lista di quelle da prendere in considerazione con gli indirizzi/link delle aziende a cui inviare un’email di protesta (il cui testo potrebbe essere sempre lo stesso per facilitare le cose).
Potremmo anche creare una newsletter legata all’iniziativa così che ogni volta che una nuova campagna viene individuata come offensiva gli utenti vengano aggiornati automaticamente e si attivino nel passaparola e nell’invio delle email.

Infine, mi è venuta in mente un’idea in merito ad un'altra iniziativa: la creazione di un ipotetico “manuale on line di consumo antissessista” redatto con l’aiuto e il contributo delle associazioni femminili e contro le discriminazioni di genere, soprattutto per segnalare le aziende che si sono distinte positivamente in questo campo...Perché è giusto anche pubblicizzare gli esempi virtuosi no?

Chiedo a tutte le persone e le associazioni interessate di mettersi in contatto per valutare insieme la cosa e dedicare magari ciascuno un pochino del suo (sicuramente già molto scarso) tempo per un’iniziativa del genere.

Grazie!

11 commenti:

  1. Ciao Giorgia,
    sono intervenuta un paio di volte sul blog di Lorella Zanardo, e proprio lì ti ho chiesto il link al tuo.
    Ho già inviato una mail(sempre postata sul blog di Lorella) alla redazione di LeiWeb, e vorrei continuare a far sentire la mia voce.
    Mi sembra che, per quanto riguarda la mail di protesta, tu avessi già elaborato un "testo standard" da inviare alle varie aziende/tv/giornali. Ricordo bene? Potresti postare tale testo? Grazie.

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  2. Era questo qua, ovviamente suscettibile di miglioramenti:

    "Ritengo offensiva e lesiva della dignità delle donne la vostra campagna pubblicitaria. Vi chiedo di rimuoverla e di ripensare i vostri messaggi in modo più rispettoso. Questa non è una bella pubblicità per la vostra azienda"

    Fammi sapere!

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  3. dato per scontato il fatto che alcune campagne sono offensive in modo inaccettabile, ho riscontrato, in una percentuale altissima, che l'immagine delle donne è sempre relegata in ambiti e ruoli ben determinati. Ho osservato attentamente e a lungo le varie pubblicità, anche radiofoniche: le donne, e praticamente solo loro, puliscono (spesso in modo maniacale anche se con un sorriso estatico), disinfettano, accudiscono bambini, hanno perdite urinarie (chissà perché gli uomini mai..), si preoccupano (tantissimo!) delle rughe, si devono tingere i capelli ( e ne parlano come di una priorità assoluta), fanno la spesa, preparano colazioni, adorano fare shopping e via di seguito. Se il protagonista dello spot è un uomo, le apparizioni delle donne, nella migliore delle ipotesi, sono signorilmente seduttive, fanno vocine, piccoli capricci. Capisco perfettamente come non sia possibile segnalarle tutte e che la mia non è altro che l'osservazione della nostra cultura, ma mi sembra importante non perdere di vista un quadro complessivo che comunque ci vuole sempre in spazi piccoli, perse dietro a piccole cose, quando non meschine, cercando di convincerci che in quei contesti sta la nostra possibilità di realizzazione e dunque di essere "belle e felici".

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  4. Ciao Giorgia, Lia, Elisabetta,
    sono d'accordo con Lia, e forse si potrebbe inventare qualcosa anche per le pubblicità che ci relegano ai soliti ruoli. Inoltre, vorrei riprendere una proposta di tale dd sul blog Il corpo delle donne, in cui si diceva di fare degli esempi positivi di donne: mi piacerebbe che si creasse qui o altrove una parte in cui si illustrano le vite e le opere di donne importanti (dalla Hack e dalla Montalcini alle più giovani e, guardacaso, sconosciute), magari provando a invitarle perchè diano un contributo (non so quanto sia facile invitare tali persone). Se la cosa è troppo complicata, perché non inserire dei link a wikipedia sulle donne che ci interessano? Infine, forse potemmo inventare una mail prestabilita non solo per le pubblicità ma anche per i programmi che ci offendono. Tra poco inizierà Celebrity bisturi, poi Così fan tutte... insomma avremo da scrivere!

    angela

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  5. Allora, intanto qui abbiamo la rubrica "Occhio allo spot" per le segnalazioni di pubblicità mentre c'è "Storie di donne" per gli esempi positivi di donne e se volete potete cominciare a segnalare qualche cosa qua. Posso anche aprire una rubrica che si chiama "Horror TV" o roba del genere per le segnalazioni dei programmi, se volete...
    Più di questo spazio al momento non saprei offrire, ma se volete possiamo inventarci qualcos'altro da qualche altra parte!

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  6. Ciao Giorgia,
    Complimenti per il lavoro che stai portando avanti, io purtroppo voglio contribuire alla discussione con un tono più pessimista,perchè pur ritenendo comunque molto importanti le piccole vittorie ottenute ho paura che dal punto di vista culturale ci stiamo sempre più allontanando dal superamento delle discriminazioni di genere.
    Nei confronti delle donne poi il problema dovrebbe essere affrontato all'interno delle famiglie,avendo un figlio di 13 anni ho sott'occhio questa nuova generazione e sono fortemente convinto che è dall'educazione familiare che deve partire un nuovo modo di considerare le donne perchè sempre più sono le ragazzine a ad offrire su un piatto d'argento l'opportunità di comportamenti irrispettosi.Comprendo che queste nella nostra società utilizzano i modelli a loro proposti,ma a me risulta molto evidende la mancanza di autorità e autorevolezza genitoriale.

    Grazie per l'attenzione.
    Giovanni

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  7. @giovanni: La nota positiva che abbiamo rilevato non è certamente assoluta (perché sappiamo bene che negli ultimi anni è avvenuto un peggioramento della condizione femminile ed è proprio per questo che è nato questo blog) ma è relativa all'infausto contesto: cioè, nello schifo/peggioramento generale, abbiamo notato che in queste ultime settimane il fatto di aver alzato la testa abbia prodotto risultati positivi.

    Hai ragione, l'educazione deve partire dalle famiglie, ma le famiglie devono essere a loro volta educate perché spesso impreparate ad offrire un nuovo stile ai figli. Ed è qui che va il nostro impegno. Il lavoro che sta facendo Lorella Zanardo con il suo monitoraggio tv è altamente educativo. Perché la cultura sessista e quella della violenza (che sono strettamente correlate) partono proprio da lì, da quei modelli sessisti che gli ultimi anni televisivi ci hanno massicciamente imposto.

    Però, oltre ad analizzare, ora dobbiamo anche agire. Come? E' l'oggetto della nostra discussione. Noi pensiamo, sul blog della zanardo è merso questo, sia ora di denunciare da una parte e nel contempo promuovere dall'altra un nuovo modello femminile. Come sempre la rete ci sta aiutando a fare entrambe le cose ;)
    In questo lavoro è molto importante l'appoggio e il coinvolgimento degli uomini (come te! :) )perché è anche nel loro interesse promuovere un'immagine più veritiera dei due sessi e perché le cose fatte insieme vengono sempre meglio!

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  8. @Giorgia, l'idea di Horror tv mi sembra ottima! Direi che per ora può bastare, non volevo certo criticare il tuo blog e questo spazio ! :-)

    angela

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  9. Ciao Giorgia,
    mi chiamo Valentina e sono una delle 4 autrici di un blog che, come il tuo, scrive di donne. Sono molto interessata alla questione delle pubblicità, e trovo che le tue proposte siano molto azzeccate, in particolare quella del manuale del consumo critico mi sembra geniale! Mesi fa ho lanciato il boicottaggio al buscofen (la pubblicità sul tema "donne con le mestruazioni", terribile) dal nostro blog, ma temo che il boicottaggio sia uno strumento difficilmente applicabile e poco efficace, anche perché i prodotti in questo caso sarebbero talmente tanti che alla diventerebbe dispersivo. Le tue idee invece mi sembrano davvero ottime e potrebbero avere un ottimo successo, complimenti!
    Teniamoci in contatto, collaboriamo, uniamo le forze!
    A presto,
    Valentina

    www.femminileplurale.wordpress.com
    femminileplurale@gmail.com

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  10. Riprendendo Lia io sono convinto che, più che prendersela colle discriminazioni caricaturali esibite o le vecchie battute da cabaret, così scopertamente di parte da far ridere, appunto, poichè si sa che rappresentano una realtà fintissima e dunque sono bombe disinnescate, dovremmo dedicarci alle rappresentazioni striscianti, quelle lievemente ma efficacemente discriminatorie, dove far differenza tra uomo e donna diventa cosa ovvia ed accettata

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