mercoledì 29 luglio 2009

L'agente è gay? Va punita

Estratto da L’espresso, 2 luglio 09:

“Il giorno prima aveva sfilato con altri 150 mila contro le discriminazioni sessuali al Gay Pride di Genova. Una volta ritornata a casa però ha trovato ad attenderla la lettera del suo 'capo', il questore di Padova, Luigi Savina, con cui si avvia la pratica della sua destituzione dalla Polizia. Luana Zanaga, 39 anni di Rovigo, in forza alla polizia patavina, nei mesi passati ha fatto coming out, rivelando pubblicamente la propria omosessualità. E da ottobre dello scorso anno, da quando ha reso pubblica la sua tendenza sessuale, per lei è cominciato un calvario.


Dapprima è stata 'processata' da una commissione di disciplina, che ha proposto di punirla con una sospensione dal servizio 'fino a sei mesi'. Ma ora, forse, non farà nemmeno in tempo a scontare quella sanzione, perché è arrivata la nuova tegola: la destituzione. […]


D'altra parte in questi giorni Luana Zanaga si è anche sentita rivolgere l'accusa di essere pericolosa. Perché, come è scritto espressamente nella lettera del questore Savina, alla fine di maggio ha rilasciato delle dichiarazioni, senza autorizzazione a 'L'espresso', riportate nell'articolo 'Agente gay a rapporto' e poi riprese dal sito Dagospia. Nell'articolo l'agente gay diceva di vivere in un ambiente omofobico, di aver subito il mobbing e di essere stata sottoposta a vessazioni.[…]

Più che per le dichiarazioni dell'agente Zanaga, viene il sospetto che l'infrazione più grave sia aver parlato con il nostro giornale. Invece di approfondire e verificare le accuse della poliziotta sull'ambiente omofobico, si preferisce rimuovere chi solleva dubbi e parla di discriminazioni. Nessuno, infatti, ha chiesto all'agente di portare le prove delle sue accuse. Una denuncia, la sua, circostanziata, precisa e grave, come nel caso dei due poliziotti che le scrissero che doveva "bruciare in un lager".

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