domenica 12 luglio 2009

La prostituzione di una nazione

di Viviana Vivarelli

"Come donna, devo denunciare come offensivo e insultante per il genere a cui appartengo il silenzio dell’opposizione nei confronti del comportamento scandaloso di Berlusconi. Di piu’ questo silenzio si e’ protratto da tempo verso una cultura amorale che si diffondeva sempre piu’ non solo da Mediaset ma anche dalla tv pubblica, senza che mai il Pd o chi per lui facesse una mossa, denunciasse un fatto, una cultura della mercificazione della donna e della sua prostituzione, la sua riduzione a oggetto sessuale in un modo tale che non esiste in nessun paese europeo, una cultura di infimo livello che traviava le ragazze fin da piccole (penso alla pubblicita’ pesante nei programmi infantili o a quei grembiulini da asilo della Coop con la scritta. “Da grande voglio fare la velina”), con le illusorie luci di spettacoli sempre piu’ volgari e avvilenti dove la danza scade nella lascivia da bordello, col miraggio di possibili arricchimenti facili ottenuti attraverso l’ostentazione della propria nudita’ e la vendita del proprio corpo.

Si e’ messo su un vero e proprio mercato del sesso a cui hanno partecipato non solo conduttori di Mediaset come Fede ma anche direttori della tv pubblica come Sacca’, senza che nessun uomo politico alzasse la voce contro questo scandalo. E alla fine e’ stata una donna di una Rivista di Fini a protestare.

L’abbassamento vergognoso della donna a mero oggetto sessuale va avanti da molto tempo e la tv berlusconiana l’ha perpetrato sulla scia della volgarita’postribolare di B. Un traviamento che ha contagiato la pubblicita’, il costume, la famiglia, il concetto di morale privata e pubblica.. fino ad entrare nelle stanze del potere come mezzo di carriera politica. Nella decadenza della donna-oggetto anche gli uomini hanno prostituito se stessi, perdendo ogni crisma di onorabilita’ e di dignita’, nella partecipazione attiva o da muti spettatori del grande bordello berlusconiano.

Ora che la Chiesa finalmente ha emanato la sua condanna, puo’ darsi che qualcuno si svegli da questa omologazione indecente, ma il danno che e’ stato fatto alle donne di questo paese, alla sua immagine nel mondo, alle ragazze di una intera generazione, non sara’ facilmente rimediabile."

(Sintesi di un articolo di Viviana Vivarelli. Per leggere il testo intero: Masadaweb.org)

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