venerdì 17 luglio 2009

E dopo Anna, Natalia

"Ha avuto spazio solo per un giorno, sui quotidiani, la storia di Natalia Estemirova, la giornalista che voleva raccontare e documentare le stragi, le sparizioni di intere famiglie, i delitti odiosi frutto della repressione russa in Cecenia.

Natalia è stata rapita al mattino a Grozny, mentre usciva da casa, ed il suo corpo è stato ritrovato la sera, il volto sfigurato, il corpo crivellato di colpi.

Prima di Natalia c’era stata Anastasia Baburova, e prima ancora, la prima, Anna Politkovskaja, la giornalista della Novaja Gazeta, fissata con i reportage sul conflitto in Cecenia.

Deve nascondere davvero cose impronunciabili, quel teatro di guerra, se chi tocca quegli argomenti muore così. E devono essere davvero di acciaio, queste giornaliste, se la paura non riesce a paralizzarle e non mollano. Donne fantastiche: forti, determinate, capaci e idealiste. Donne come solo una donna forte sa essere."

di Cinzia Sasso
(Fonte: WWWomen)

La notizia dell'uccisione di Natalia è comparsa proprio nel giorno in cui pubblicavo il mio articolo "Scrivere per resistere". Penso sempre di più che la guerra mondiale esista e sia in atto da tempo: è la guerra dell'informazione e della sensibilizzazione dell'opinione pubblica.
Spesso è più conveniente rimanere indifferenti al dolore, alle menzogne e all'ingiustizia piuttosto che alzare la testa e decidere di raccontare la verità. Ne sa qualcosa Roberto Saviano che ad Anna Politkovskaja ha proprio dedicato un capitolo del suo ultimo libro "La bellezza e l'Inferno".

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