sabato 6 giugno 2009

Wonderful Obama

Riporto uno stralcio del discorso di Obama all’Universita’ del Cairo di fronte al mondo islamico per iniziare insieme un’epoca di pace.

La parte che vi inoltro è quella che riguarda le donne:

"Il sesto problema di cui vorrei che ci occupassimo insieme sono i diritti delle donne. So che si discute molto di questo e respingo l'opinione di chi in Occidente crede che se una donna sceglie di coprirsi la testa e i capelli e’ in qualche modo "meno uguale". So pero’ che negare l'istruzione alle donne equivale sicuramente a privare le donne di uguaglianza. E non e’ certo una coincidenza che i Paesi nei quali le donne possono studiare e sono istruite hanno maggiori probabilita’ di essere prosperi.

Vorrei essere chiaro su questo punto: la questione dell'eguaglianza delle donne non riguarda in alcun modo l'Islam. In Turchia, in Pakistan, in Bangladesh e in Indonesia, abbiamo visto Paesi a maggioranza musulmana eleggere al governo una donna. Nel frattempo la battaglia per la parita’ dei diritti per le donne continua in molti aspetti della vita americana e anche in altri Paesi di tutto il mondo.

Le nostre figlie possono dare un contributo alle nostre societa’ pari a quello dei nostri figli, e la nostra comune prosperita’ trarra’ vantaggio e beneficio consentendo a tutti gli esseri umani - uomini e donne - di realizzare a pieno il loro potenziale umano. Non credo che una donna debba prendere le medesime decisioni di un uomo, per essere considerata uguale a lui, e rispetto le donne che scelgono di vivere le loro vite assolvendo ai loro ruoli tradizionali. Ma questa dovrebbe essere in ogni caso una loro scelta. Ecco perche’ gli Stati Uniti saranno partner di qualsiasi Paese a maggioranza musulmana che voglia sostenere il diritto delle bambine ad accedere all'istruzione, e voglia aiutare le giovani donne a cercare un'occupazione tramite il microcredito che aiuta tutti a concretizzare i propri sogni."

Altri pezzi del discorso davvero memorabili:

"So che molte persone - musulmane e non musulmane - mettono in dubbio la possibilita’ di dar vita a questo nuovo inizio. Alcuni sono impazienti di alimentare la fiamma delle divisioni, e di intralciare in ogni modo il progresso. Alcuni lasciano intendere che il gioco non valga la candela, che siamo predestinati a non andare d'accordo, e che le civilta’ siano avviate a scontrarsi. Molti altri sono semplicemente scettici e dubitano fortemente che un cambiamento possa esserci. E poi ci sono la paura e la diffidenza. Se sceglieremo di rimanere ancorati al passato, non faremo mai passi avanti. E vorrei dirlo con particolare chiarezza ai giovani di ogni fede e di ogni Paese: "Voi, piu’ di chiunque altro, avete la possibilita’ di cambiare questo mondo".
Tutti noi condividiamo questo pianeta per un brevissimo istante nel tempo. La domanda che dobbiamo porci e’ se intendiamo trascorrere questo brevissimo momento a concentrarci su cio’ che ci divide o se vogliamo impegnarci insieme per uno sforzo - un lungo e impegnativo sforzo - per trovare un comune terreno di intesa, per puntare tutti insieme sul futuro che vogliamo dare ai nostri figli, e per rispettare la dignita’ di tutti gli esseri umani.

E’ piu’ facile dare inizio a una guerra che porle fine. E’ piu’ facile accusare gli altri invece che guardarsi dentro. E’ piu’ facile tener conto delle differenze di ciascuno di noi che delle cose che abbiamo in comune. Ma nostro dovere e’ scegliere il cammino giusto, non quello piu’ facile. C'e’ un unico vero comandamento al fondo di ogni religione: fare agli altri quello che si vorrebbe che gli altri facessero a noi. Questa verita’ trascende nazioni e popoli, e’ un principio, un valore non certo nuovo. Non e’ nero, non e’ bianco, non e’ marrone. Non e’ cristiano, musulmano, ebreo. E’ un principio che si e’ andato affermando nella culla della civilta’, e che tuttora pulsa nel cuore di miliardi di persone. E’ la fiducia nel prossimo, e’ la fiducia negli altri, ed e’ cio’ che mi ha condotto qui oggi.

Noi abbiamo la possibilita’ di creare il mondo che vogliamo, ma soltanto se avremo il coraggio di dare il via a un nuovo inizio"

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