martedì 23 giugno 2009

Neda e Zahra: i fiori di Teheran

Sono loro, per me, il simbolo di questo assurdo massacro di giovani che volevano solo un Iran liberato dal fondamentalismo. Sono loro l'immagine che voglio conservare della rivolta di questi giorni di Teheran. Neda, la giovane vittima della violenza del regime, affinché non ci faccia dimenticare la brutalità di quesi giorni e Zahra, la donna matura che osò sfidare il fondamentalismo maschilista, per sperare nel futuro.

Zahra

"Grande oratrice, autrice di numerosi libri, donna di successo sin alla prima ora della Rivoluzione del 1979, anno in cui venne nominata secondo rettore (la prima volta di una donna) dell’università di Al-zahara di Teheran, Zahra Rahnavard, è donna in politica da sempre, schierata al tempo di Mohamed Khatami con la sua corrente riformista.

Moglie di Mir Hossein Mousavi, l'ultimo primo ministro iraniano prima della presa di potere della corrente komenista, Zahra Rahnavard è entrata in questa campagna elettorale d’impeto, e rilanciandosi come first lady ha rotto il tabù radicato nella politica della repubblica islamica che vuole completamente assenti dalla scena pubblica le mogli dei leader.

La presenza di Zahra sulla scena elettorale ha parecchio innervosito Ahmadinejead che, nel corso di piu dibattiti televisivi, ha spostato la sua attenzione dal candidato marito a lei, arrivando a definirla “una vecchia nonna di 64 anni” che avrebbe ottenuto le sue qualifiche accademiche non in base al merito ma “ per l'appoggio di una classe politica corrotta.”.

Alle donne, Zahra ha promesso posti nel gabinetto di governo del marito (se eletto), ruoli di viceministre e ambasciatrici. Ha garantito che Mir Hossein avrebbe posto fine alle discriminazioni e nessuna sarebbe stata più trattata come “cittadina di seconda classe”. Ha promesso la scarcerazione delle attiviste in carcere per i diritti delle donne e l'abolizione della polizia incaricata di controllare le malvelate. Si è spinta sino a dre che le donne dovrebbero scegliere liberamente se usare il velo oppure no.
Per questa campagna elettorale 2009, ha indossato foulards a fiori sgargianti sul chador nero sempre aperto, e così la si vede nelle foto e dappertutto sui manifesti.

E adesso, dopo la sconfitta? Dove porterà l'intensificarsi delle lotte intestine delle fazioni interne al regime che anche lei ha contribuito a scoperchiare?
Di certo, il corpo dei Guardiani della Rivoluzione ha già lanciato un pesante avvertimento, dichiarando per bocca di Javani, il suo capo politico, che "tutti i tentativi rivoluzionari saranno bloccati appena inizieranno".

Il resto è cronaca di questi giorni, con la protesta giovanile di Teheran contro la vittoria degli avversarsi di Zahra, i fondamentalisti, giudicata truccata da elezioni gonfiate e fasulle.
...Il resto è Neda.


Neda

"Neda. Said. Sono diventati i simboli della protesta dei giovani e delle donne iraniane contro la dittatura religiosa, contro il regime clerico—fascista dei mullah al potere a Teheran. Sul marciapiede dove è morto Said, 20 anni, la gente accende candele e porta fiori. Il giovane è uno dei primi manifestanti caduti sotto le cariche dei miliziani decisi a stroncare nel sangue le proteste popolari che da una settimana si susseguono nella capitale, e nelle principali città del Paese, dal Isfahan a Shiraz. I suoi familiari hanno avuto la possibilità di celebrarne il funerale. Quelli di Neda, invece, sono stati vietati dalle autorità.

La foto che riprende Neda a terra, con la testa sanguinante, gli occhi aperti sullo stupore della morte, sta facendo il giro del mondo... Gli ayatollah rispondono con le minacce, ma la protesta non si ferma...Su You tube il video che la mostra mentre cade a terra, colpita da un proiettile delle milizie komeiniste, poi riversa sul selciato mentre alcuni passanti cercano di rianimarla, è diventato esso stesso un luogo di culto, visitato da milioni di cybernauti, mentre si moltiplicano i messaggi sui siti e i social network. “Neda non ti dimenticheremo, non sarai morta invano"; "Neda riposa in pace, il mondo piange nel vedere il tuo ultimo respiro, ti ricordiamo, non sei morta invano"; "Pietà per questa ragazza innocente, sarà un simbolo per noi".
Secondo in post trasmesso da Twitter e apparso sul sito di opposizione loftan.org, la gente ha ribattazzato con il suo nome la strada dove la ragazza é stata uccisa, via Amirabad adesso si chiama “ via Neda”. "

(Fonte: Sintesi personale di due articoli pubblicati su Womeninthecity: La battaglia di Teheran e Zahra la tosta)

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