domenica 3 maggio 2009

La rivincita del talento

LONDRA - "È nata una stella. Ma somiglia, è lei la prima ad ammetterlo, "a un garage". Non è giovane: ha 47 anni e ne dimostra dieci di più. Non è magra: "Sono grassottella e mi vado bene così", dice. E certamente non è bella: confessa di non avere mai avuto un boyfriend, né mai baciato un uomo. Eppure Susan Boyle ha più fan di ogni altro personaggio al mondo: in appena una settimana oltre 100 milioni di persone hanno guardato su YouTube e su altri siti il video di lei che canta I dreamed a dream, il brano dal musical Les miserables, durante "Britain got talent", un reality show britannico simile all'appena concluso "X-Factor" italiano.

Nubile, bruttina e imbranata, Susan suscitava risolini di scherno tra giurati e spettatori quando è salita sul palcoscenico, ma appena ha cominciato a cantare è accaduto un miracolo, la sua voce ha conquistato tutti e in breve tempo è diventata un fenomeno su Internet, polverizzando ogni record precedente: nessun video era mai stato visto da tanta gente in così poco tempo. "È cinque volte più popolare di Barack Obama", scrivono i tabloid londinesi, facendo il confronto con i 18 milioni di persone che hanno guardato la cerimonia di inaugurazione del primo presidente nero della storia.

Chiunque può fare la prova, digitando il suo nome su Google e guardando i tre minuti della sua interpretazione: all'inizio si è tentati di sghignazzare, alla fine è impossibile non avere le lacrime agli occhi. "È una parabola del nostro tempo", scrive il quotidiano Guardian, ma cosa vuol dire? Qualcuno afferma che si tratta semplicemente di una voce straordinaria. Altri sostengono che è la vecchia favola del brutto anattrocolo, della rana trasformata in principe (o principessa), ovvero che sarebbe il contrasto tra il suo aspetto e la sua voce ad attirare su Susan una curiosità morbosa. "È come l'orco Shrek del cartone animato", ironizza Rosie O'Donnell, una cattiva dei talk-show radiofonici americani.

Tutti però riconoscono che quello che è accaduto è la riprova del sempre più grande potere di Internet. "Nella nostra era ognuno ha diritto a quindici minuti di celebrità", sentenziava Andy Warhol negli anni Ottanta, ma oggi tre minuti di celebrità, grazie alla grancassa del web, e della tv planetaria di YouTube possono rapidamente fare di un nessuno l'uomo o la donna più famosa del pianeta.

E lei, che viveva sola, col suo gatto, una collezione di vecchi lp e il sogno di diventare una cantante, come reagisce ai 100 milioni di fan, a 60 interviste in una settimana, agli inviti al Larry King e all'Oprah Winfrey Show negli Usa, al contratto proposto da una casa discografica, all'offerta di un produttore di film porno pronto a darle 800 mila euro perché "perda la verginità" davanti a una cinepresa?

"Sono felice come sono, anche se quando ho guardato il video della mia canzone ho pensato che somiglio a un garage e mi sono sentita mortificata", dice dalla sua casetta di Blackburn. "Ma non credevo di riuscire a commuovere così tanta gente, e a rivedermi mi sono commossa anch'io. Da giovane i coetanei mi prendevano in giro, e i loro commenti bruciavano, ma ora sono tutti gentili. Ridevano di me, ma ride bene chi ride ultimo, no? Ho sempre amato cantare ma non avevo mai avuto l'opportunità di farlo in pubblico. L'importante, nella vita, è non arrendersi. Fare un passo alla volta, sperando che prima o poi arrivi l'occasione".

(22 aprile 2009)

Fonte: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/persone/susan-boyle/susan-boyle/susan-boyle.html

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