giovedì 9 luglio 2015

2015, ODISSEA NEI LIBRI "BANDITI"

Un amico mi ha chiesto come mai il mio libro non fosse presente nella lista dei "testi banditi" dal Sindaco di Venezia nei nidi e nelle scuole d'infanzia della città.
Ammetto che, in effetti, ci sono rimasta un po' male.
Perché mai "Mi piace Spiderman...e allora?" non dovrebbe essere in una lista di libri da vietare?
Non capisco. Davvero. Il mio libro, infatti, è "pericolosissimo". Ho trattato il temibile tema degli stereotipi di genere e ho anche parlato di coppie dello stesso sesso!
Di recente, per altro, ho saputo che un libro della casa editrice che mi ha pubblicata (la Settenove) è finito in un'altra lista di "libri pericolosi". Si chiama "Papà aspetta un bimbo" e neanche parla di coppie omogenitoriali, tema che invece è in qualche modo presente nella mia storia.
Non so. Voglio sperare che questa mancanza sia da attribuire al fatto che "a Venezia i libri sull’omogenitorialità erano stati introdotti all’inizio del 2014 in un percorso di educazione alle diversità che aveva visto l’acquisto di oltre mille volumi di 49 titoli scelti da bibliotecari e psico- pedagogisti." (Fonte: Repubblica) Siccome il mio libro era uscito solo ad aprile di quell'anno, magari all'epoca non era ancora stato pubblicato, o letto. O forse perché "Mi piace Spiderman...e allora'" è considerato più adatto per bambini e bambine più grandi di quelli della scuola dell'infanzia. Chissà.
A ogni modo considero questa defezione una grave ingiustizia ed è per questo motivo che firmerò anch'io la richiesta al sindaco di Venezia di bandire anche il mio libro dalla città, come proposto da Andrea Valente e Matteo Corradini.


PS: questo è un post ironico (la richiesta al sindaco di venezia no, però, quella è seria e possono firmarla tutti gli autori e le autrici!). E' davvero triste doverlo specificare, ma in Rete a volte purtroppo è bene precisarlo :)...

martedì 23 giugno 2015

GENDER: DI COSA, ESATTAMENTE, AVETE PAURA?

Sono mesi che scorro notizie sulla presunta ideologia gender, sulle levate di scudi al cosiddetto "gender" nelle scuole. Mesi che assisto a distanza, ma neanche troppa, a una sorta di nuova crociata contro un demone che per me non esiste.

Il mio blog si chiama Vita da streghe perché al grido di "streghe" si sono combattute alcune fra le peggiori battaglie discriminatorie nei confronti di moltitudini di persone. A quanto pare, fra le "streghe" di oggi sembra siano da annoverare anche le cosiddette "lobby lgbt" e i cosiddetti promotori della presunta "ideologia gender".
Finora sono intervenuta poco preferendo dare la parola alla narrativa, quella del mio libro ad esempio, perché a volte, più delle dissertazioni, dicono le storie e le emozioni delle persone.

Ma non posso fare a meno di pormi una domanda: di cosa, esattamente, avete paura?
Che i vostri figli siano liberi di essere se stessi/e e di seguire le proprie attitudini o le proprie passioni indipendentemente da ciò che si presume essere "corretto" per il loro genere?
Che le vostre bambine possano aspirare a qualcosa di più che l'attesa di un principe azzurro e contribuire, un giorno, a cambiare il mondo da protagoniste non restando dietro le quinte?
Che i vostri bambini imparino la dimensione della cura e della tenerezza?
Che male vi procura un bambino a cui piace il rosa o una bambina con la passione per i dinosauri?
Dove sta la pericolosità sovversiva nell'imparare il rispetto per tutti/e e per i molteplici modi di essere di tutti/e?

lunedì 15 giugno 2015

"RICOSTRUIRE SUI GENERIS", IL PROGETTO VINCITORE DI "DIVERSINSIEME"

Immagine tratta da www.aied.it
Da tre anni AIED Roma e Cocoon Projects organizzano il contest “#diversieinsieme". Dopo “#NoViolenza #Donne” nel 2013 e “#Giovani #LiberiDiAmare” nel 2014, donne e uomini dai 18 ai 35 anni sono stati chiamati a partecipare alla gara di idee proponendo progetti realizzabili, che potessero avere un impatto concreto sulla realtà, riguardo alla valorizzazione della diversità di genere in quanto elemento fondante per la crescita culturale e sociale.

Il progetto vincitore del contest di quest'anno è stato “Ricostruire” sui generis. Eccone l'abstract che lo descrive in poche parole:

"Il nostro progetto oltre a prefiggersi come obiettivo quello di combattere la discriminazione, attraverso la formazione, l’informazione e l’educazione dell'identità sessuale e di genere, vuole mettere in luce tramite l’arte e la creatività, le peculiari differenze all’interno di ogni singolo individuo a prescindere dal sesso di appartenenza. Prevede una serie di attività, rivolte ad un target di giovani tra i 14 e i 19 anni, incentrate su focus group e lavori esperienziali"

Il team è composto da due psicologhe consulenti ed educatrici sessuali di 28 e 26 anni che vivono a L'Aquila.
Se volete saperne di più, qui c'è la scheda dettagliata del progetto.
Qui, invece, il comunicato stampa di #DIVERSINSIEME.

venerdì 12 giugno 2015

UNCONVENTIONAL LOVE

Una formichina si innamorò di un sasso, ci girò tutt'intorno, vi salì sopra e poi ridiscese a riposare nella sua ombra.

Mi piacciono gli amori non convenzionali, gli amori improbabili, gli amori diversi.
Mi piacciono perché mi ricordano che l'amore è capace di unire chiunque, o qualsiasi cosa, con semplicità.
Quando ti innamori vivi l'oggetto del tuo amore in una luce diversa. A volte ti confonde, ma a volte è in grado di farti scorgere la bellezza nascosta di quella creatura, che magari nessuno prima vedeva.
Mi piacciono gli amori non convenzionali perché parlare di qualcosa che viene considerato diverso o distante attraverso uno sguardo d'amore significa insegnare a capirlo, a sentirlo con il cuore prima che con la mente, a volte oltre il pregiudizio.

venerdì 29 maggio 2015

#PerchéNonHoDenunciato

Oggi è il Denim Day, la giornata istituita 15 anni fa dall'associazione Peace Over Violence in risposta alla sentenza della Cassazione che in Italia assolse un uomo dallo stupro di una ragazza perché indossava un paio di jeans. E in questa giornata lanciamo la sfida di pubblicare articoli con lo stesso titolo: "Perché non ho denunciato" e cominciamo facendolo in prima persona sui blog del Corriere della sera,  Il Manifesto, Il fatto quotidianoLipperaturaLorella Zanardo. Hanno già aderito Rita Bencivenga e Anarkikka (che ha realizzato la vignetta).  

L'iniziativa è promossa da un gruppo di giornaliste che invitano tutte le altre, giornaliste e blogger, a fare proprio il titolo e l'immagine. E invita tutte le altre donne a raccontarsi rispondendo a: #PerchéNonHoDenunciato

Copincollo questo incipit aderendo anch'io, con Vita da streghe, a questa giornata.
Perché, anche se non mi è mai accaduto di ritrovarmi in una situazione del genere, faccio e sento mio, come donna e come essere umano, il disagio di tutte.

Mi chiedi perché non sono serena.

Perché ogni figlia è mia figlia,
ogni madre è mia madre,
perché ogni donna costretta in un angolo
è la donna che sarei potuta essere,
quella che ero,
quella che un giorno sarò.

(Da "Mi chiedi perché non sono serena" )

#PerchéNonHoDenunciato #DenimDay