lunedì 15 settembre 2014

UN PREMIO A ZERO STEREOTIPI

Ricordo ancora il giorno in cui, insieme a Francesca Sanzo, lanciammo in rete il Decalogo per una comunicazione a zero stereotipi. Di cose, da allora, ne sono successe tante. Molti dibattiti e prese di coscienza sul tema del sessismo nella comunicazione si sono susseguiti anche, fortunatamente, nell'ambito del mondo professionale.
Ma all'epoca io mi sentivo un po' una specie di pioniera e, chissà, forse nel mio piccolo lo sono stata. Perché se oggi c'è una maggiore consapevolezza su questi temi, forse, è anche un po' per merito nostro.
Ecco perché sono contenta del riconoscimento che è stato dato a me e Francesca venerdì alla Festa della Rete di Rimini.
Grazie.

lunedì 8 settembre 2014

UNO ZIO CONTRO GLI STEREOTIPI

Per il ciclo di storie "Sono diverso/a...e allora?" pubblichiamo il primo racconto ricevuto, quello di un giovane zio e del suo nipotino di quattro anni. Buona lettura!

"Avrà uno zio femminista, figuriamoci. Uno zio femminista e gay dichiarato! E che si occupa pure di studi di genere, suvvia: mio nipote, pensavo, sarà diverso dalla media, in certi tranelli non cadrà mai…Quanta presunzione! Quanto mi sbagliavo!
Mio nipote è, giustamente, una persona sociale, e come le altre, giustamente, capta, assorbe, incamera, a suo modo rielabora, non è di certo impermeabile. Per fortuna. 

Oggi ha quattro anni, e lo vedo crescere come un sanissimo ed intelligentissimo bambino di oggi sa fare. Di indole – c’è poco da fare – irruenta. 
Se per i suoi genitori è stato facile, fino ad ora, arginare e/o correggere atteggiamenti spiccatamente genderizzati – siamo per lo più sul livello di “sono un maschio e sono più forte di te” – negli ultimi tempi ho notato che l’opera si fa più dura: 
“No, zio! Non posso più giocare con la cucina perché è da femmina!”
“No, solo i maschi giocano a basket. Le femmine non ce la fanno”
“Ma sono tutte femmine, uffa! Io voglio giocare alla lotta!”

lunedì 1 settembre 2014

SONO DIVERSO/A...E ALLORA?

La copertina di "Mi piace Spiderman...e allora?"
Ciao a tutti/e, rientro dalle vacanze con una nuova proposta: dopo il tam tam del libro "Mi piace Spiderman...e allora?" - che sta facendo un po' il giro dello stivale (prossima presentazione: Firenze, sabato 13 settembre presso il Giardino dell'Orticoltura all'interno del Festival "Bimbi & natura") - ho pensato che sia giunto il momento dare spazio alle VOSTRE esperienze.

Da quando ho scritto "Mi piace Spiderman...e allora?" sono entrata in contatto con diverse persone, genitori e bambini/e a volte simili alla protagonista del romanzo (la mitica Cloe e la sua non convenzionale passione per i super eroi, uno in particolare) o che in qualche modo hanno riscontrato delle affinità con i temi affrontati dal libro immedesimandosi nella storia. Tutto questo mi ha fatto pensare...E mi sono detta: perché non condividere, pubblicandole sul blog, le vostre esperienze?

venerdì 1 agosto 2014

CROMATISMI, LINGUAGGI E DIFFERENZE

Un po' di segnalazioni:

Educare alle differenze. Il 20-21 settembre a Roma si terrà la Giornata nazionale per l’educazione alle differenze nella scuola da un'idea nata da tre associazioni: Scosse, Il Progetto Alice e Stonewall. L'incontro vuole essere "un appuntamento per stabilire sinergie e connessioni tra chi realizza progetti dedicati alla valorizzazione delle differenze, alla pluralità dei modelli familiari, al contrasto agli stereotipi di genere, alla prevenzione di bullismo, omofobia, transfobia e violenza maschile contro le donne, tra chi intende la scuola come spazio in cui coltivare rispetto e senso critico".

In vista di questa giornata il blog Un altro genere di comunicazione, che parteciperà all'evento, ha iniziato a pubblicare una serie di contributi in merito all'educazione di genere intervistando alcune delle realtà che lo stesso blog incontrerà il 20 settembre. Il primo di questi contributi è già on line e ha per protagonista l'associazione culturare ACT, agire col teatro.

lunedì 30 giugno 2014

"LIKE A GIRL" NON E' UN INSULTO

Un frame dello spot di Always
Notizie lette questa settimana:

#LikeAGirl non è un insulto! Ho trovato in rete un bello spot di Always che si propone un'impresa "epica": far riflettere e rivalutare l'espressione #LikeAGirl che purtroppo è solitamente portatrice di accezione negativa. Quante volte infatti anche da noi l'espressione "come una femmina" o "come una ragazza" (da noi si dice spesso anche "come una femminuccia") è usata in termini dispregiativi? E' ora di rivalutare le parole. In gioco c'è l'autostima di tante future donne. E' interessante infatti nel video notare come l'espressione assuma connotazione ridicola o negativa da una certa età in poi.

Sempre a proposito di spot, questa settimana ne ho visto un altro bellissimo di Verizon (qui la notizia pubblicata in un articolo su Radio Deejay) che intende far riflettere sull’impatto delle parole dei genitori nei confronti delle figlie. Nel video si sentono i commenti dei genitori nei confronti di una bambina del tipo “non sporcarti il vestito”, “stai attenta con quello (riferito a un attrezzo da lavoro) perché non lo fai maneggiare a tuo fratello?”. "Affermazioni e consigli apparentemente innocenti - si legge nell'articolo di Radio Deejay - ma che possono scoraggiare le ragazze dal seguire interessi scientifici, per tradizione più diffusi nell’universo maschile". 

mercoledì 18 giugno 2014

DI GESTI, IMMAGINI E PAROLE

Un frame del nuovo spot di Findus
Questa settimana segnalo, in breve:

Le parole feriscono. Di recente ho letto un post di Cliomakeup che parla di Weapon of Choice, un progetto fotografico che ha  l'obiettivo di rendere visibile, attraverso il make up, l'invisibile sofferenza causata dagli insulti. Qui il sito e le foto dell'iniziativa, davvero molto d'impatto.

E' di Findus lo spot che porta in tv un coming out tutto italiano. Ne parla Agedo sul suo sito: "una madre fa visita al figlio, che vive ormai da solo. Il ragazzo, organizza una cena e fa scoprire i nuovi e squisiti piatti 4 Salti Findus alla mamma, che ne apprezza il gusto e la cottura impeccabile al microonde. Ma è un’altra l’importante novità e sorpresa da condividere con la mamma: tra un tagliolino e un risotto mantecato al microonde, il giovane trova il coraggio di confidarle che in realtà il suo coinquilino è il suo compagno e la madre accoglie con serenità il coming out del figlio". Qui il post di Agedo con il video dello spot.

Su Facebook sono ammesse le foto di madri che allattano al seno. Dopo varie proteste, la precisazione è comparsa nella pagina "avvisi e blocchi". Fonte: Huffington Post.