mercoledì 25 febbraio 2015

NEL DUBBIO, TI AMO

Gustav Klimt,
via Wikimedia Commons
Mi scrive Emanuela. Mi dice che vorrebbe far sapere che esistono tanti modi di essere donna condividendo la sua storia sul mio blog. Le dico di scrivermi e lei non mi manda un racconto, bensì una lettera indirizzata al marito. Il suo è un toccante messaggio d'amore che, con gioia, condivido con voi insieme a un'immagine scelta da Emanuela.

NEL DUBBIO, TI AMO

Dolcissimo compagno di vita, si avvicina il nostro primo anno di matrimonio e ho sentito il bisogno di scrivere una lettera in cui condividere le mie emozioni e percorrere le tappe di questi cinque anni di vita condivisa.

Mi stupisco mentre ti guardo dormire accanto a me di pensare a come ero. Prima una bambina a cui era stata data una etichetta, la Palermitana con la Sindrome di Turner; una bambina rara strana. Poi di adolescente inadatta e non abbastanza femminile. Mai che si parlasse dei miei sogni e dei miei interessi; l'unico con cui ne ho parlato e con cui ne parlo tuttora sei tu e la mia famiglia.

Ho vissuto per anni nell'idea che crearmi una nuova etichetta fosse l'unico modo di ristabilirmi agli occhi del mondo, che sforzandomi di essere giusta avrei riacquistato il diritto di vivere non come invalida o persona con una psiche sofferente ma come essere umano.
Dopo delusioni, ti ho conosciuto e si è creato un rapporto in cui l'etichettare non aveva importanza.

mercoledì 18 febbraio 2015

QUADERNO DA MASCHIO O DA FEMMINA?

L'inutilità di differenziare a tutti i costi giochi per maschi e per femmine si può riscontrare in molti casi. Alcuni di questi sono stati riportati recentemente da un ironico articolo pubblicato su BuzzFeed "19 Reasons Why Girls And Boys Should Definitely Have Different Toys" (che potremmo tradurre con 19 ragioni per cui ragazze e ragazzi dovrebbero senz'altro avere giochi differenti).
Ma non occorre andare tanto lontano per assistere a situazioni che rasentano il ridicolo, come dimostra l'aneddoto pubblicato sulla Pagina Facebook di Vita da streghe dalla lettrice Anna Novero, proprio a commento dell'articolo di BuzzFeed.
Ve lo riporto di seguito, perché merita:

"Successo qualche giorno prima di natale.
Entro in una cartoleria e chiedo un quaderno.
La proprietaria mi guarda incerta e mi domanda:
"Maschio o femmina?"
Il quaderno è per me, in realtà, ma cerco di essere "ironica".
"Io femmina, il quaderno direi maschio, visto che in italiano non c'è il genere neutro."
Non coglie.
"È per un bambino o per una bambina?"
"Sarebbe per me."
Mi guarda.
"Lo vuole da femmina o da maschio?"
Penso - scioccamente - che il problema sia il colore.
"Me lo dia verde."
"Non li ho tinta unita."
Resto perplessa, infine la signora mi solleva dal mio patire e mi pone l'alternativa:
"Principesse o lupo?"

Non pensavo che fosse così difficile."

Cara Anna, onestamente, nemmeno io.

martedì 27 gennaio 2015

EXTRATERRESTRE ALLA PARI

Nel 1979 avevo due anni. Nello stesso anno veniva pubblicata la prima edizione di un romanzo per ragazzi/e di Bianca Pitzorno dal titolo "Extraterrestre alla pari".
Io l'ho scoperto solo da poco, grazie a un'amica che me l'ha suggerito (grazie Lucia!), e ne sono rimasta estremamente colpita.
"Extraterrestre alla pari" è un libro attualissimo, moderno e, per certi versi, geniale.
Proporre oggi questa lettura parrebbe quasi rivoluzionario se non si sapesse che è stato scritto così tanti anni fa'.

"Extraterrestre alla pari" è la storia di Mo, abitante della stella Deneb venuto sulla Terra e accolto da una famiglia terrestre per una sorta di soggiorno alla pari. 
Ma le cose, per Mo, si fanno complicate fin da subito perché i Denebiani, a differenza dei Terrestri, non sviluppano differenze sessuali fino a circa 18 anni (che su Deneb corrispondono a circa 50 anni).
La cosa mette subito in imbarazzo e angoscia i genitori terrestri di Mo che non riescono proprio a interagire con lui (o lei?) senza saperne il sesso temendo di non poterlo educare nel modo corretto.
A quanto pare, infatti, sulla Terra questa cosa di sapere se un bambino è maschio o femmina è proprio fondamentale. 
Tant'è che, mentre su Deneb i genitori non si preoccupano della questione e attendono con serenità lo sviluppo dei figli, ogni cosa sul nostro pianeta sembra essere differente per un bambino o una bambina a seconda del sesso: dalla cameretta, ai giochi, ai vestiti, al modo di comportarsi. 

giovedì 11 dicembre 2014

AL VIA LA CAMPAGNA "NATALE SENZA STEREOTIPI"

Educare alle differenze propone la campagna NATALE SENZA STEREOTIPI per sollecitare gli adulti ad acquisti consapevoli. "Spesso - si legge sul sito dell'associazione SCOSSEanche per mancanza di riflessione e superficialità, gli adulti sono i primi ad assecondare le strategie di marketing che propongono giocattoli e attività ludiche rigidamente differenziate in base al genere.

In cosa consiste, in concreto, la campagna? La proposta è quella di usare due adesivi, uno positivo e l’altro negativo, sulle immagini che si ritengono più opportune: "immagini di giocattoli e attività ludiche che consolidano stereotipi di genere o, al contrario, li contrastano" si legge nelle istruzioni della campagna pubblicate su Scosse. L'invito è quello di sensibilizzare online i propri contatti e invitare i propri concittadin* a fare acquisti intelligenti: "sotto l’albero, quest’anno, non rinforziamo gli stereotipi e la divisione tradizionale di ruoli tra maschi e femmine. Regaliamo libertà e immaginazione".

Maggiori informazioni sulla campagna le trovate sul sito di Scosse.

mercoledì 3 dicembre 2014

"ABBIAMO DECISO DI RIMANERE INCINTI": COME NARRARE LA GRAVIDANZA IN MODO ORIGINALE

40 Settimane è una delle ultime uscite di Settenove, la casa editrice nata per prevenire la discriminazione e la violenza di genere, ben nota e amata su Vita da streghe (non fosse altro perché è anche la casa editrice di "Mi piace Spiderman...e allora?" ;).
40 settimane è un libro che parla di gravidanza ma lo fa, come è nella filosofia di Settenove, in modo "differente".
A cominciare dalla scelta del linguaggio. Il libro è infatti una graphic novel, la prima edita da Settenove, di Glòria Vives Xiol, che ne ha curato testi e disegni.

La cosa che mi ha più colpito di questo fumetto è compresa già nell'incipit.
Io e Guille abbiamo deciso di rimanere incinti scrive l'autrice. Sì perché questa gravidanza non è solo descritta narrando i cambiamenti fisici ed emotivi della futura mamma ma anche i comportamenti e gli stati d'animo del futuro papà. 
Guille, il compagno della protagonista, ha uno spazio molto rilevante ed è presente fin da subito non come personaggio secondario ma direi più come co-protagonista. (Guille e la pancia iniziano a comunicare tra loro senza alcuna mediazione da parte mia).

40 settimane diventa così "uno sguardo a due" sulla gravidanza, libero da  pregiudizi. Il registro è decisamente ironico e divertente ma nello stesso tempo realistico, scevro di parole affettate e di ipocrisia.
In 40 settimane si va dallo sconforto di un aborto spontaneo all'ilarità della prima ecografia (Non capiamo assolutamente nulla della eco ma ci piace tantissimo) alla commozione della nascita passando attraverso la comicità con cui viene narrato il rapporto con gli altri e il proprio corpo (Mi sconvolgono le migliaia di mani che toccano la mia pancia durante il giorno). Il tutto è un'altalena di sentimenti che ben rispecchiano le tante sfaccettature emotive di un'esperienza tanto importante quanto complessa.

40 settimane, insomma, è un libro davvero carino. Se volete saperne di più vi rimando alla scheda presente sul sito (tutto nuovo) di Settenove.