mercoledì 19 novembre 2014

LA RICERCA: COME LA PUBBLICITA' RACCONTA LE DONNE E GLI UOMINI IN ITALIA

Clicca sull'immagine per sfogliare la presentazione di Guastini
La pubblicità italiana è sessista? Per rispondere a questa domanda Massimo Guastini (Presidente dell'Art Directors Club Italiano), ha condotto una ricerca - qui le slides di Guastini, qui il pdf completo - insieme a Giovanna Cosenza (Presidente del corso di laurea in Scienze della comunicazione all’Alma Mater di Bologna, Presidente del Co.Re.Com Emilia Romagna), Jennifer Colombari ed Elisa Gasbarri, assegniste di ricerca presso l’Università Alma Mater di Bologna. La ricerca è stata realizzata anche grazie a Nielsen Italia, che ha messo a disposizione gli annunci da monitorare e i dati degli investimenti pubblicitari, ed è stata presentata a Roma il 18 novembre durante l'evento “ROSA SHOCKING. Violenza, stereotipi… e altre questioni del genere" organizzato da WeWorld Intervita. 
Di seguito il comunicato stampa dell'ADCI sui risultati della ricerca, i cui dati sono illuminanti. Uno su tutti: le donne “disponibili sessualmente” sono, per la pubblicità italiana, 22 volte più frequenti degli uomini con lo stesso tipo di disposizione. 
Come la pubblicità racconta le donne e gli uomini, in Italia.
Gli autori e le autrici della ricerca si sono posti l’obiettivo di rispondere a una domanda fondamentale:
Quando la pubblicità italiana rappresenta la donna e l’uomo lo fa in modo paritario?
Quasi 20 mila campagne (tv, radio, affissione, stampa e banner) sono state osservate e catalogate in categorie prive di un giudizio etico o morale (per esempio: sessista o non sessista). Ne sono derivate 12 categorie per la donna e 9 per gli uomini.
Per le quasi 7 mila campagne monitorate nel mese di dicembre si sono valorizzati, grazie a Nielsen Italia, anche gli investimenti pubblicitari.

lunedì 17 novembre 2014

CI VEDIAMO A "SIAMO PARI", FILM FESTIVAL SUI DIRITTI DELLE DONNE!

Domenica 23 novembre, nell'ambito della rassegna cinematografica "Siamo Pari"di WeWorld Intervita, che si tiene dal 21 al 23 novembre presso il Teatro Litta di Milano, interverrò durante la tavola rotonda sul tema "Quanto è radicato il sessismo nelle nostre vite? Siamo ancora molto lontani dal colmare il gender gap, soprattutto in mondi tradizionalmente maschili. Come possiamo cambiare prospettiva? Storie di donne che hanno iniziato a riscrivere le regole". 
Di seguito il comunicato stampa della rassegna:


WeWorld, ONG milanese che si occupa di garantire i diritti dei bambini e delle donne più vulnerabili in Italia e nel Sud del Mondo, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne rinnova l’appuntamento – dal 21 al 23 novembre - con Siamo Pari! La Parola alle Donne, la rassegna cinematografica nata con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sulla condizione femminile in contesti difficili utilizzando un linguaggio immediato e coinvolgente come quello cinematografico.

L’intero evento si svolge con il prestigioso patrocinio di: Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano e Women for Expo e con il generoso contributo di: Poste Vita Pricewaterhousecoopers Spa, State Street Corporation e UBI Banca.
Anche per l’edizione 2014 il Media Partner è Corriere della Sera 27esima Ora.

giovedì 13 novembre 2014

"L'ALTRA PARTE DI ME", LA STORIA DI GIULIA E FRANCESCA

Due persone si incontrano su Facebook, si scrivono, si conoscono, abitano lontane e così parlano tramite Skype. Si innamorano. Sono davvero molto giovani, tuttavia riescono a incontrarsi, seppur fra mille difficoltà, sancendo l'inizio di una storia d'amore importante.

Ora, se queste due persone fossero un ragazzo e una ragazza potrebbero, per esempio, parlare ai propri genitori di questa novità così grande nella loro vita, potrebbero chiedere il loro consiglio, l'aiuto per potersi incontrare con una certa costanza, potrebbero invitare a casa la loro metà per conoscere la propria famiglia, potrebbero mangiare tutti insieme e poi, magari, passeggiare mano nella mano per la città...

E invece tutto questo, per le persone protagoniste de "L'altra parte di me", non è affatto scontato, né così semplice. Perché queste persone non sono un lui e una lei, ma sono Francesca e Giulia.
E' forse questo che mi ha più toccata del nuovo libro di Cristina Obber pubblicato per le edizioni Piemme, la semplicità con cui viene narrata una storia d'amore intensa e, di contro, lo spietato realismo con cui questa storia viene contrastata dal mondo esterno, per paure e pregiudizi. Ho empatizzato con le protagoniste e mi sono arrabbiata con chi non le comprendeva e la faceva sentire sole, come se stessero facendo qualcosa di male e non semplicemente vivendo un amore pieno di rispetto.

lunedì 10 novembre 2014

CLOE A BUENOS AIRES PER EDUCARE AL SUPERAMENTO DEGLI STEREOTIPI

Valentina Timpani è una maestra speciale. Insegna nella terza A del "Centro Cultural italiano Alessandro Manzoni" del quartiere Olivos di Buenos Aires, in Argentina. Quando ho saputo cosa aveva fatto insieme ai suoi colleghi usando anche il mio libro "Mi piace Spiderman...e allora?" le ho chiesto di raccontarcelo. Ed ecco una piccola grande storia di educazione alla comprensione dell'altro/a, fatta con amore e semplicità. Grazie a Valentina e ai bambini e alle bambine della terza A!

La storia di Cloe è arrivata nell'emisfero sud grazie a un'amica che l'ha messa nella mia valigia durante un viaggio in Italia. Qui in Argentina dove lavoro è difficile trovare testi in lingua italiana poco convenzionali, non stereotipati diciamo, nonostante ci sia un nutrito numero di studenti argentini che frequentano scuole italiane paritarie o simili.

Ma ora che ci penso, sarà che è difficile trovare nelle scuole in generale testi in cui le cose sembra siano raccontate al rovescio, se il dritto è quello che troviamo nei libri di testo comuni, che tutti dobbiamo comprare e usare?
E se volessimo vedere le cose così come non sono raccontate dalla maggior parte? Dove dovremmo comprare quei libri che le raccontano, soprattutto a un bambino di otto anni?

mercoledì 29 ottobre 2014

LITTLE PUMPKIN, RACCONTO DI HALLOWEEN

In occasione di Halloween, voglio condividere con voi il mio racconto pubblicato per il libro "Bye bye bulli", raccolta di storie contro il bullismo omofobico edita dall'Associazione FrameBye bye bulli  non è solo una raccolta di racconti, ma è un progetto educativo che mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche legate all'identità e all'orientamento sessuale, con l'obiettivo di combattere il pregiudizio, la discriminazione, il bullismo e l'omofobia, in particolare nelle scuole.
L'immagine del racconto qui pubblicata è estratta dal libro ed è di Salvo Calò, illustratore della raccolta Bye bye bulli.

LITTLE PUMPKIN 
di Giorgia Vezzoli

Lunedì

Di solito penso alle medie.
Ho appena cominciato la quinta elementare però ci penso.
La mia amica Enrica alle medie sarà in un'altra classe. Lo so perché lei non farà il tempo pieno.
Con chi studierò? Chi sarà il mio vicino di banco? Ci vedremo all'intervallo?
Comunque, ho ancora quasi un anno di tempo per decidere chi sarò alle medie.

lunedì 13 ottobre 2014

PICCOLE SUPEREROINE CRESCONO

Per la rubrica "Sono diverso/a...e allora?" tempo fa mi aveva scritto una mamma che parlava della sua bambina, che abbiamo qui chiamato con un nome di fantasia, e della sua passione per i supereroi. All'epoca la piccola non aveva ancora cominciato la scuola, ci auguriamo che l'inizio scolastico, per lei, sia andato per il meglio! 

Laura ha 6 anni e fin da quando era piccolissima ha espresso la sua ammirazione per i Supereroi, che vede come personaggi forti, sicuri e difensori dei più deboli. Laura è una bimba sensibile, allegra, estroversa e generosa. Noi abbiamo sempre assecondato i suoi gusti, sia nel vestire che nei giochi lasciandola libera di decidere…Da piccola, 2/3 anni, voleva essere un maschio, poi con il tempo e dopo aver conosciuto altre bimbe/ragazze e donne come lei, ha capito che poteva essere tranquillamente una bimba a cui piacevano le cose da maschio…Ancora ricordo la felicità di quando è tornata dall’edicola, dopo aver comprato un fumetto di Supereroi, dicendo: “Mamma la Signora dell’edicola mi ha detto che da piccola era proprio come me, era una femmina a cui piacevano i Supereroi!!”.